E allora …. donne! … e uomini! And so….women! …and men!

Italian/English

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written by AnnaGoclock

L’altra sera al Teatro Cuminetti ho assistito ad uno degli spettacoli più “esatti” che siano mai stati scritti e messi in scena da autori e artisti che scelgono di parlare dello stato delle cose tra uomini e donne.

“Les Vies en Rose” va dritto al punto, al cuore del problema del problema del cuore.

Nulla di più ostinato e fragile del cuore di una donna:  quanta potenza, quanta ostilità, quanta convinzione (ma anche quanta violenza contro se stesse e le proprie figlie) ci mettono le donne a scegliere e perseguire la strada  di relazioni sbagliate, che consentono soltanto di proteggere con un silenzio oscuro, o rosso come un vipera,  abusi, prevaricazioni ed incomprensioni profonde.

Il silenzio preteso in soffi disperati  (SSSSHHHH!) da una madre sconfessata dalle proprie figlie nella propria fragilità colpevole,  ma arrogante che rifiuta tanto il giudizio, inevitabile, quanto l’amore stesso delle figlie,  è forse la parte più significativa dello spettacolo.

Ma confesso che mi sono emozionata per la modalità di messa in scena di frasi apparentemente banali, come ” Ti prego dimmi che mi ami” o “Dimmi che il dolore passerà” , “Dimmi che resterai sempre con me” .

Gli uomini  sono SEMPRE “gli uomini”, animali indecifrabili e indiscutibili, che, con la forza fisica e l’assenza di ogni sentimento degno di questo nome, costruiscono prigioni di violenza.  Ma sono le donne, di generazione in generazione,  a curare che le giovani femmine vi si rinchiudano da sole, scegliendo metodicamente ed esclusivamente modalità sbagliate per relazionarsi con i loro partner.

Agli uomini non resta che possedere, godere, e restare soli e abbrutiti in quell’ossessione di dominio, che tanto bene le donne a volte assecondano, spesso ridicolizzano.

Il riscatto per gli uomini e le donne è già in germe nella presa di coscienza di tutto ciò.

Grazie Teatro Portland.

Last night at the Teatro Cuminetti in Trento I attended to one of the most accurate shows ever written and performed talking about the state of affairs between men and women. “Les vies en rose” goes straight to the point. To the heart f the problem of the heart.

Nothing more obstinate and frail than the heart of a woman: so much power, so much hostility, so much belief (but also so much violence against themselves and their own dughters) women can put into choosing and pursue the path of wrong relationships, which only allow protecting with an obscure silence – or red as a viper – abuses, prevarication and feep incomprehension.

The silence claimed in desperate whispers (SSSSHHHH!) exhaled by a  mother disawoved by her daughters in her own guilty brittleness, but arrogant in refusing both the inevitable judjment and the sme one love of the same daughters is maybe the most significant part of the piece.

But, I confess, I felt emotional due to the method of presenting some only apparently trivial sentences such as “Please, tell me that you love me” or “Tell me that this pain will end”, “Tell me that you’ll always stay with me”.

Men are ALWAYS “men”: indecipherable and indisputable animals that, with phisical strenght and in absolute absence of feelings build prisons of violence. But women are the ones who are making possible for other young females from generation to generation to confine themselves into those prisons by choosing methodically and exclusively wrong modalites to relate with their partners.

To men is only left to possess, to relish and in the end to be left alonein their obsession of supremacy, which sometimes women support so well and more often ridicule.

The redemption for both women and men stands in the germ of taking conscience of this all.

Thank you, Teatro Portland.