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Donne Contro: La puntualità e le code alla cassa…Women Against: Punctuality and queueing at the supermarket

In imperfezioni/imperfections, lavoro-work, libertà-freedom on 26 ottobre 2011 at 11:16

Italian

Tempo di lettura/Reading time: 4 min.

written by Faith  o’clock

Una carissima amica mi lusinga affinché scriva su questo blog qualcosa di illuminante, che possibilmente faccia anche ridere.

Guarda  - le ho detto – se si tratta di essere puntuale in qualsiasi cosa, è un impegno che proprio non posso prendermi! La puntualità è una “gabella” medievale che si possono permettere gli uomini, ma a noi fa andare nei matti ed è uno degli aspetti di quella fregatura colossale che è per tutte noi la perfezione.

Se non lo avete già fatto, questo è il momento: rivendicate con convinzione  il diritto di essere donne meravigliosamente imperfette. Ogni secondo del giorno ripetete a voi stesse: ho diritto di essere imperfetta. Sostituite questa frase ai milioni di rimproveri che inconsapevolmente vi fate di continuo, perché non riuscite ad essere perfette, tanto non lo sarete mai. Chi ha inventato questa diabolica aspirazione lo ha fatto solo per toglierci le energie necessarie per diventare, in tutta la nostra imperfezione ed inadeguatezza, le splendide donne che vogliamo essere. Pensatelo la mattina, quando state per uscire di casa e in contemporanea: a)vostro figlio di pochi mesi vi fa il rigurgitino sulla giacca e la cacca nel pannolino appena cambiato; b) un figlio leggermente più grande si rovescia addosso l’ultimo goccio di latte e cioccolato inzuppandosi fino ai calzini; c) il cestino dell’umido che vi accingete a portare fuori con la dodicesima mano, si rovescia spargendo brodo ed orribili avanzi di cibo che si mettono a camminare sul pavimento; d) il cane ormai stanco di aspettare, vi fa pipì sul porta ombrelli; e) il vostro compagno esce tranquillo e sorridente dal bagno in un alone di vapore profumato che è un mix paradisiaco di bagnoschiuma e dopobarba. Totalmente inconsapevole ha anche il coraggio di darvi il buongiorno e si allontana, gocciolando nel corridoio. I laghetti che si formano non sono altro che il corollario dell’immenso lago che nel vostro bagno aspetterà pazientemente il vostro ritorno. Senza evaporare nemmeno di una goccia in vostra assenza. Per non deludervi.

Ecco  la vera storia della famiglia del mulino bianco, questa è la versione per quelle di noi che sono mamme felici e non hanno ancora preso il compagno a pedate: ciascuna di voi può adattarla alla propria vita.

Il concetto di fondo è sempre lo stesso: di puntuale nella vita di una donna ci deve essere solo una cosa, il ciclo, per tutto il resto siamo scusate.  Ovviamente stiamo parlando di un certo range di ritardo, per così dire, accettabile.

Sono sempre stupita che alcune carissime amiche ancora mi rivolgano la parola dopo che le ho lasciate ad aspettarmi per ore, perché mi ero persa a rincorrere la vita chissà dove. Ne approfitto per ringraziarle pubblicamente.

A mia parziale discolpa vorrei sapere se conoscete qualcun’altra che è arrivata in ritardo all’orale della maturità, di corsa, trafelata, sudata, con le bidelle che le facevano il tifo ed i libri che si sparpagliavano x le scale.

Comunque, questa volta la mia amica mi ha rassicurata:  nessuna corsa, questo blog vuol dire che è arrivato il tempo delle donne, possiamo anche essere un po’ in ritardo: niente corse e nessuno pretende la perfezione.

Allora ok, ci sto, salgo anche io. L’orologio sicuramente l’ha inventato  un uomo:  il tempo, la nostra risorsa più preziosa, per noi donne è un’altra cosa. Si misura in sorrisi, in caffè, chiacchiere, lezioni date e imparate, case, figli, viaggi, corsi e, soprattutto,  grandi e piccole storie d’amore.

Tipo: doveva essere quando abitavo vicino al Parco, prima che nascesse Gaia, quando andavo con Anna a fare Tai-Chi, lavoravo a scuola e mi sforzavo ancora di fare i supplì come la mamma di quello stronzo di Marco!

E le code alla cassa, direte voi? Beh, purtroppo adesso non ho tempo, devo sbrigarmi, sono già in ritardo e se c’è la coda alla cassa sono fregata!

Alla prossima!  Donne meravigliosamente imperfette, prendetevi tutto il tempo che vi serve, questo è il nostro tempo, il tempo delle donne, non c’è da avere fretta, né da aspettare, tutto è ora, in questo attimo presente, se sappiamo esserci esattamente come siamo. E in una parte di quel tempo, date un’occhiata al blog….

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  1. Caro Jaroslav, a me personalmente gli stereotipi fanno venire sonnnolenza. E il mal di pancia. Da sempre (Faith tu ne sai qualcosa, mi sa). Quindi benvenute le tue parole, benvenute le tue molteplici personalità (Jaroslav a e Jaroslav b) – e chi non ne ha almeno un paio da gestire?- e benvenuto il tuo originale, e per questo interessante, osservatorio personale. Ad ogni modo, aldilà delle questioni di genere, mi pare che tu sia in buona compagnia…
    Rifletto anch’io sempre più frequentemente sul fatto che a 20 anni pensavo che quando ne avrei avuti un po’ di più finalmente avrei capito quello che c’era da capire sul rapporto uomo-donna; ed invece mi ritrovo a riconoscere che in questo campo l’esperienza non porta conoscenza-e che in effetti oggi ne capisco (nel senso di comprendere) forse anche meno.

  2. A questao punto manca solo di essere rapprsentata “quella che fa un po’ come le pare”. Eccomi qui. Non per mancanza di rispetto verso gli altri, ma piuttosto perchè dopo aver vissuto un po’ ho semplicemente deciso che è una questione di rispetto verso me stessa: donna madre single lavoratrice figlia sorella (una come voi insomma, con la sua storia) che altrimenti rimarrebbe schiacciata dalle richieste continue non solo dei figli (i quali peraltro a mio giudizio ne hanno tutto il diritto, fermo restando che sta a noi dare loro dei limiti e non ai bambini di autoeducarsi al rispetto dell’altro) ma di tutto un mondo che sì, FERMATELO perchè io ogni tanto voglio anche scendere da questa palla che gira continuamente su se stessa e starmene un pochino in orbita ad osservare con la calma che – scusatemi – mi spetta! Riguardo agli amanti beh, alcuni vale la pena farli aspettare, per altri bisogna prenderli al volo quando ci sono. E per i figli alcuni vogliono aspettare, altri hanno proprio bisogno che siamo lì a correre quando ci chiamano. Signore e Signori, il mondo è bello perchè è vario

  3. Non sono mica sicura che tutte le persone che frequento meritino il mio rispetto, nell’equazione del suo significato “puntualità “. I ritardi sono un’arte e vano gestiti come tali. Gli amanti non si fanno aspettare? E i figli? Dobbiamo sempre correre non appena chiamano? Talvolta i ritardi sono business, ma questa non ve la spiego. Non scherziamo, eh, qui si parla di principi e principi e valori non si negoziano!
    E comunque che mi dite poi di idraulici, muratori e installatori di finestre ………
    Il mio tempo e’ mio e posso decidere a chi permetto di abusarne. Davvero esistono donne cosi libere? Vorrei conoscerle, probabilmente sarei in ritardo all’appuntamento…
    Per fortuna le donne sanno ridere di se stesse, e a volte fare a meno di dare la parità agli uomini…O no?

    • Io sono assolutamente certa che qualunque essere umano e forse qualunque essere vivente, meriti il mio più profondo e sincero rispetto, ma non necessariamente la mia puntualità. Quando puntualità significa non permettermi i miei ritmi, togliermi serenità e gioia di vivere, chiedermi molto più di quello a cui potrò serenamente adempiere, senza lasciarmi il tempo nemmeno di chiedermi dove voglio andare o di fermarmi a prendermi cura di ciò che reputo realmente importante. Quando puntualità significa non lasciarmi più spazio per vivere per rispettare scadenze più o meno imposte dall’esterno.
      Ecco: non è che voglia mancare di rispetto a nessuno, ma nemmeno a me stessa e prendersi i propri tempi spesso è un dovere verso se stessi e le persone che amiamo.
      Talvolta poio anche le situazioni, le relazioni, la vita… hanno i loro tempi e bisogna lasciarglieli, indipendentemente da quello che si era programmato, da soli o in compagnia…la vita ha molta più fantasia di noi e spesso ne sa di più, ci vuole anche un po’ di fiducia, no?
      Ecco Mari, abbiamo dato una smossa all’ambiente, ma questo format mi fa impazzire, non è per grafomani come me: da metà in poi non so più cosa sto scrivendo!!!!!!!!

  4. Ok, buone le critiche e anche gli spunti, utili per riflettere, lo farò.
    Ma decidere che mancanza di puntualità sia sinonimo di mancanza di rispetto è una semplificazione, una convenzione e forse anch’essa mancanza di rispetto.
    Rispetto per chi vive in modo differente, chi ha deciso di non programmarsi, di non avere una vita ordinata, rispetto per chi non è fatto per portare ordine, ma disordine, in questo mondo che a ben vedere è chaos allo stato puro a cui qualcuno vorrebbe dare un ordine apparente pur di vivere tranquillo.
    E scusa se sono brutale, ma mio marito è esattamente quello che è e che vuole diventare, non è nel mio diritto cambiare nessuno, le persone vanno accettate e se possibile rese felici, se ci rendono infelici possiamo decidere di non dividere la nostra vita con loro, ma pretendere di cambiarle, questa si è una terribile mancanza di rispetto, anche se le armi femminili non ci mancano e da secoli le usiamo… male, malissimo, a mio parere!
    Rispondimi, ti prego, anche incazzata, siamo talmente agli opposti che credo potremo aiutarci!

  5. Io alla maturità sono arrivato puntuale, ma non ne sono sicuro. Quel che certo è che mi ero dimenticato (ma evidentemente non solo io) dell’esame di terza media. Arrivato alle 11 dopo che da scuola mi hanno telefonato per chiedere se venivo o no e hanno ascoltato che dormivo perchè sì, c’erano i mondiali di argentina e avevo guardato la partita di mezzanotte.
    Quanto alle imperfezioni, cosi raccontate, confinano un po’ con un certo vento avverso e sfighereccio che, giuro, a volte soffia anche sul capo degli uomini. In forme diverse ma non meno pervicaci. Certo a noi non può coinvolgere la dodicesima mano, visto che, notoriamente, noi disponiamo di una mezza manina negli affari domestici e le altre non possono essere chiamate all’appello.
    Ma per tornare al tema della perfezione, devo dire che non mi è mai parsa una cosa invidiabile neppure quando a richiederla siamo noi a noi stessi, figurarsi quando è un altro o un’altra a pretenderla.
    J.

    • Ritardo.
      Arrivare in ritardo per me è un modo per protestare.
      Dico così che non ce la faccio, o che non ne ho voglia ma so che devo, o so che è quello che tutti si aspettano da me; siccome non ne ho molto di coraggio, per maggior parte delle volte comunico così il mio disagio.

      Su quante mani io abbia effettivamente, invece non ci metterei …la mano sul fuoco!

      • Ok, AnnaG, abbiamo il tema per… aprile… proporrei: le parole più difficili, le prime che si imparano, ma non si imparano mai abbastanza: SI E NO.
        No soprattutto: difficilissima, per le donne in particolare. Si dovrebbero fare corsi di “no” per persone incazzatamente accondiscendenti!
        Nel frattempo: parliamone!
        Sia dalla parte di chi non riesce a dire no e si ritrova a vivere una vita non sua, che dalla parte di chi, come me, non accetta facilmente un no, prende per buoni i ni e poi si si ritrova solo come un pistola o circondato di incazzatamente accondiscendenti, che fanno tutto come se fosse un favore!
        E voi: dove vi collocate?

    • Coraggioso amico, che non temi di leggere nè di rispondere a noi tragicomiche ragazze, meriti una signora risposta!
      In effetti potremmo partorire una nuova teoria sui sessi, per la quale a noi donne sono toccate molte mani, per accudire bambini e svolgere in multitasking molteplici lavori di casa e di concetto, mentre agli uomini sono state concesse molte… gambe, per tenere saldamente in piedi famiglie gravose, per procacciare quotidianamente il pasto, rincorrendo… (va beh, lasciamo perdere) e la sera, finalmente, appoggare tutte le gambe sul tavolino, con una birra in mano, giustando finalmente il meritato riposo, dimentichi di tutto, di fronte ad una partita di calcio, in genere smadonnando come carrettieri, cosa molto politically correct, perchè i carrettieri non esistono più, almeno nel nostro primo mondo. Educativamente non è esattamente il massimo, ma noi mamme siamo piuttosto fantasiose quando si tratta di spiegare chi sia una puttana porca e perchè i suoi figli giochino tutti a calcio!
      Beh è una teoria per riderci insieme, giusto per ricordarci di quanto siano stupide tutte le astrazioni pseudo-scientifiche che vogliono inchiodarci ad un ruolo anzichè farci essere semplicemente ciò che siamo, non trovate?

      • Gli stereotipi rassicurano. La birra in mano mi rassicura, ahimè senza calcio, lì non arrivo. Quanto agli smadonnamenti, mettiamoci il cuore in pace, li impareranno dai loro compagni, anche se avranno l’equilibrio di non eleggere il più grande smadonnatore a leader solo per quello.
        Quanto alle teorie sui sessi io ne ho sempre meno, tanto mi sento contorto e tanto mi sembra tutto complicato. A volte vorrei lasciare lì, tutto immobile, come se la ragione e le emozioni non potessero neppure toccarlo, per guardarlo così, da una luce-tempo diversa, dalla mia quotidiana compressa, limitata.
        Come vedete però, se cercavate in me le parole concrete dell’uomo, sono il peggiore aiuto alla conventicola delle ‘oclock che si potesse immaginare, quindi non mi offendo se troverete un esemplare come dire più … esemplare di uomo.

    • Mi piace quest’idea delle parole concrete di un uomo. Pero’ a dire la verita’ io negli uomini ho sempre cercato solo la rassicurazione della mascolinità. Ho fatto male? Siete cosi destabilizzanti voi uomini, cosi eccitanti e cosi deprimenti nello stesso tempo. Siete in ogni caso una grande avventura, soprattutto quando scatta l’amicizia.

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