Padri… compagni

“Ma perchè gli uomini danno il meglio di se stessi come padri ed il peggio come compagni?” scrive Faitho’clock.

Questo è tema per un post. Anzi è un post. Non occorre aggiungere altro. Perchè l’asimmetria del nostro modo di essere dentro una famiglia è sotto gli  occhi di tutti. Ma non solo di noi uomini.

Lancio una provocazione. Non è questione di ruolo, padre, madre, compagno, figlio, compagna, amico, amante, ma è una questione di alchimie elementari e di come queste trasmutino in continuazione, e a volte si impoveriscano, o si arrichiscano in modo spurio e imperfetto, nel tempo. Io sono padre, in modo diverso da come sono marito, ma sono pure padre in modo diverso con i miei due figli.  La figlia che non ho mai avuto ha perso al mondo un mio io oggi impossibile e mai esitito.

Io sono tanti io quanti siete voi tutti, amiche, figli, moglie, padre, madre, amici. E a volte piacevolmente naufrago in questa mia condizione duttile, precaria, instabile, leggera.

jaroslavoclock

ps naufragate un po’ voi che leggete in ciascuna delle note di questa sarabanda

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8 thoughts on “Padri… compagni

  1. Libera associazione fra il post e l’articolo che leggo in alto a destra sulla violenza sulle donne.
    Il rapporto genitori figli non è per sua stessa natura paritetico, nemmeno quando i figli diventano adulti. Mentre le donne stanno chiedendo e pretendendo come un dirtto, la parità nella relazione di coppia, questo la rende decisamente più complicata di una relazione asimmetrica.
    Non sarà come sempre, una questione di controllo ed in definitiva di potere?
    Quando mi sono ritrovata mio malgrado a ricorpire una posizione di potere, un’altra donna in una posizione decisamente più importante, cui ho chiesto appoggio e collaborazione mi ha detto: “Quando le cose vanno male, gli uomini lasciano il potere alle donne”… tessitrici di relazioni.
    Un po’ forse è così anche nella vita privata, anche nelle relazioni di coppia il potere ha purtroppo ancora tanto… potere! E quando iniziamo a fare il braccio di ferro per chi comanda, è lì che diamo il peggio… tutti!

  2. Hai perfettamente ragione Annaggì. Ci ripensavo anche io l’alchimia è possibile quando non c’è ruolo. Il ruolo condiziona in modo determinante il rapporto al punto a volte di soffocarlo.

  3. La figlia che non hai mai avuto tu, il figlio che non ho avuto io. Avevo paura di non piacere alle mie figlie, ma poi ho capito quello che chiamano attaccamento. Secondo me le alchimie. Funzionano quando si e’ riusciti a liberarsi dai ruoli imposti che ci sembra di avere scelto ma sui quali non abbiamo mai riflettuto veramente, chiedendoci se e’ davvero così se vogliamo vivere e amare.

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