Padri… compagni

“Ma perchè gli uomini danno il meglio di se stessi come padri ed il peggio come compagni?” scrive Faitho’clock.

Questo è tema per un post. Anzi è un post. Non occorre aggiungere altro. Perchè l’asimmetria del nostro modo di essere dentro una famiglia è sotto gli  occhi di tutti. Ma non solo di noi uomini.

Lancio una provocazione. Non è questione di ruolo, padre, madre, compagno, figlio, compagna, amico, amante, ma è una questione di alchimie elementari e di come queste trasmutino in continuazione, e a volte si impoveriscano, o si arrichiscano in modo spurio e imperfetto, nel tempo. Io sono padre, in modo diverso da come sono marito, ma sono pure padre in modo diverso con i miei due figli.  La figlia che non ho mai avuto ha perso al mondo un mio io oggi impossibile e mai esitito.

Io sono tanti io quanti siete voi tutti, amiche, figli, moglie, padre, madre, amici. E a volte piacevolmente naufrago in questa mia condizione duttile, precaria, instabile, leggera.

jaroslavoclock

ps naufragate un po’ voi che leggete in ciascuna delle note di questa sarabanda