Il ritratto della salute

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E’ un’arte sublime raccontare con ironia e insieme con onestà l’esperienza della malattia e lo sgomento di fronte alla morte. Ci riesce Chiara Stoppa con il suo “Il ritratto della salute”, in scena al Teatro Ringhiera di Milano fino al 4 dicembre.
Un tavolo bianco in mezzo alla scena e pochi cambi di luce per un monologo che apre all’intero arcobaleno delle emozioni e che non scade mai nel patetico. La trama è semplice: dopo aver scoperto di avere un “brutto male”, la malattia innominabile, la ventisettenne Chiara prende il suo corpo offeso e lo consegna ai medici perché ne facciano quello che devono, e glielo riconsegnino poi come nuovo dicendole che l’incubo è finito e che può andare. Per successive sconfitte e delusioni, Chiara arriva a trovare la propria via alla guarigione, che è insieme la via della propria autodeterminazione.
Dopo lo spettacolo ho avuto la percezione fisica di…

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