Donne e pensione: prosit sorelle!…Women and retirement: cheers my sisters!

Essere donna in Italia è un mestiere usurante

 written by Faith o’clock

Evviva sorelle: in 7 giorni abbiamo conquistato 7 anni di lavoro aggiuntivo per raggiungere una pensione, su cui io, come penso molte nate dagli anni 70 in poi, non conto già da anni.

PROSIT!

Per lo meno arriverà un momento in cui sapremo che potremmo smettere di lavorare, sempre se avremo messo da parte qualche soldino. La cosa è pressochè impossibile per la gran parte di noi, che è già tanto se un lavoro lo hanno e che, se non sono riuscite ad ottenere il part time per seguire casa, figli, genitori, nonni… girano gran parte dello stipendio a baby sitter e badanti o servizi vari.

Comunque già ci avevano fregato passando dal retributivo al contributivo, dopo che avevamo già fatto i figli e dopo che la maggior parte di noi era già stata costretta a scegliere fra essere mamme e fare carriera o più semplicemente part time versus full time! La nostra pensione, comunque, causa anni in cui ci siamo sacrificate per crescere i nostri figli, farà schifo.

Beh, però almeno abbiamo i figli, siamo tornate proletarie! Io ho già messo in competizione le mie due per chi terrà la mamma in casa quando sarà vecchia o magari chissà (se mi va fatta bene), nell’appartamentino ricavato nel seminterrato, ovviamente in cambio di corvè varie e immancabile baby sitting ai nipoti. In pratica non smetterò di lavorare MAI.

E che dire di quelle che si vedono decurtare la pensione o allontanare la data come un topino finto per gatti, senza alcuna possibilità di arrotondare in qualche modo, né speranza che il loro sacrificio serva ai loro figli e nipoti?

PROSIT X TUTTE!

Eravamo scese in piazza dicendo “Se non ora, quando?” la risposta ce l’ha data il governo (non è un refuso: mi rifiuto di usare la maiuscola): ora!

E alla fine anche il governo con la minuscola ha avuto il suo benservito! PROSIT, PROSIT, PROSIT!!!!!!!!!!

Il fatto è che in tutto questo nessuno ha messo mano alla questione sostanziale, quella che ci dava diritto perlomeno, a uno sconto di pena sul piano assistenziale:

ESSERE DONNA IN ITALIA è UN LAVORO USURANTE!

Nel nostro Paese da sempre la mancanza di serie politiche di welfare è stata vicariata da una famiglia forte, e chi tiene in piedi le famiglie, facendo il doppio, triplo, quadruplo lavoro, ovviamente non pagato, quindi non riconosciuto, ma che crea ricchezza, perché risparmia soldi allo Stato? Ricchezza per lo Stato, la famiglia, per gli altri, soprattutto maschi, che in genere pretendono e non ringraziano; sottomissione e amarezza, in troppi casi, per le donne.

Ci chiedono di lavorare come gli uomini? Vogliono la parità?

Benissimo, allora che inizino a darci esattamente le stesse opportunità fuori casa e soprattutto che in casa smettano di “aiutarci” e inizino a sgobbare come noi. Questa è parità, se ci tenete… accomodatevi, siete i benvenuti, il vostro grembiulone è già appeso da anni intonso, accanto a quello liso e sdrucito delle vostre compagne di vita, in attesa di essere degnamente macchiato di sugo, cera, vomitini di bimbi, ma soprattutto sudore.

E per la vostra auto da museo: quintali di briciole, sbrodolate di succo e caramelle mezze ciucciate sui sedili, giacche per tutte le stagioni e oggetti più disparati nascosti nei più irraggiungibili anfratti; ma soprattutto, un’ora al massimo ogni sei mesi per lavarla, senza cera né lucidatura: a casa di corsa, a stirare le camice di vostra moglie!

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