Laboratorio di coraggio…Courage laboratory

Italian/English

Womenoclock  e’ favorevole ad una comunicazione di genere.

Per essere  realmente efficace la comunicazione deve avere come obiettivo il superamento dell’uso strumentale ed offensivo dell’immagine femminile come oggetto di desiderio, il superamento di un linguaggio sessista e di espressioni che possano offendere l’identità di genere.

 Attraverso messaggi semplici e diretti valorizzare entrambi i generi. Perché, per fortuna, sono finiti gli anni in cui essere donna e femminista significava fomentare conflitti irriducibili con gli uomini.

Una comunicazione visiva e linguistica rispettosa del genere fa cultura a costo zero: una cultura rispettosa e corretta nei confronti delle donne e degli uomini, premessa necessaria ad una equilibrata partecipazione di tutti alla vita sociale e politica, nell’interesse del nostro mondo vicino domestico e quotidiano.

Citiamo Giovanna Covi di SIL Trento:
Serve un laboratorio politico per dare coraggio : di andare a passo con i tempi, di usare una lingua che permetta alle loro figlie di immaginarsi attrici nel teatro della politica, architette nella costruzione della società e intellettuali nella produzione di conoscenza, di liberare parole: ministra, assessora, procuratrice, rettrice, chirurga, colonnella, avvocata, architetta, magistrata, ricercatrice, relatrice, ecc.; preferire la poeta, la sacerdote, la vigile a la poetessa, la sacerdotessa, la vigilessa, ecc; di mettere l’articolo “la” davanti a capofamiglia, capostazione, capo ufficio stampa, ecc. quando lì c’è una donna. Ne gioverebbe la lettura che fatica a codificare una donna dietro la sfilza di aggettivi declinati al maschile a causa di quel Ministro davanti al nome o a quel Direttore invece che Direttrice del TG3.
Womenoclock is keen on a ‘gender communication’.
To be truly effective communication must have as an objective the overtaking of an instrumental and offensive use of the female image as object of desire, the overtaking of a sexist language and common expressions which might outrage gender identity.
Through simple and direct messages directed to the enhancement of both genders. Because, thankfully, the times when being a woman and a feminist meant instigate unshakable conflicts with males are through.
A visual and linguistic communication respectful of gender does cost free culture: a culture respectful and right minded towards women and men. Base necessary for a balanced involvement of everybody to the social and political life, in the interest of our own close domestic and daily world.
Citing Giovanna Covi of the CIL (Italian Society of  Women in Literature) of Trento:
We need a political laboratory to give courage: to go along with our existing times, to use a tongue which allows daughters to imagine themselves players in the political theatre, architects in the construction of the society and intellectual in producing knowledge, freeing words. It would benefit the reading of the Italian written language, which struggles to encode a woman behind the string of adjectives declined at the masculine grammatical form of the article before the name.

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3 thoughts on “Laboratorio di coraggio…Courage laboratory

  1. Non credo per nulla a questa cosa. Delle amiche proclamavano questo qualche giorno fa. Dobbiamo dirci “avvocate” non avvocati. E io ho chiesto a loro. Ma voi domattina direte alla domanda che lavoro fai? “avvocata”. Nessuna di voi risponderà così. E quindi se non iniziano le donne, con coraggio o convinzione, in ogni caso senza esitazioni, a usare sempre questo nuovo modo di dire le cose, le persone, non vi è nessuna speranza che le “regole” della grammatica vengano sovvertite. Perchè sono “regole” quelle fatte dall’uso comune, generalizzato. Le più forti di tutte. In una grammatica leggerete che se soggetto sono sostantivi maschili e femminili il predicato dovrà essere declinato al maschile. E’ una regola. Se le donne che credono all’importanza di sovvertire queste regole, che hanno dentro di sè un retaggio maschilista, se neppure loro, tutte e sempre, iniziano a “violare” queste regole a cercare di porne di nuove, queste regole rimarranno. E le donne avvocato continueranno a fare l’avvocato, le donne ministro il ministro, le donne funzionario il funzionario. Notate una cosa (voi la avrete notata molto più di me): quanto più è elevato il grado quanto più è difficile declinare al femminile. Impiegata viene benissimo, pure operaia e contadina. Ma se il funzionario ha 5 stelle, si fa più fatica.

    • Hola, a dire la verità le mie colleghe mi hanno trattato con sospetto quando ho voluto far inserire LA DIRIGENTE DELL’AREA WYZ anzhichè lasciare il tradizionale articolo maschile. Sono dell’idea che sia sbagliato radicalmente accettare il maschile ritenendop che si tratta di una funzione che può essere svlta sia da un uomo sia da una donna: di fatto nessuno dei due, ed all’interno dei generi nessuno in assoluto, la svolgerà nello stesso modo, nè mai si permetterà al carattere della persona, al suo temperamento, alla sua competenza di emergere al di là della funzione stessa. In parole più semplici: non importa chi sei e come ti chiami, ma conta che tu sia IL DIRIGENTE! wOW!!!!

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