GENNAIO: Una Stanza Tutta per Sé…JANUARY: A Room of One’s Own

Italian/English

Fra cento anni, d’altronde, pensavo giunta sulla soglia di casa, le donne non saranno più il sesso protetto. Logicamente condivideranno tutte le attività e tutti gli sforzi che una volta erano stati loro negati. La balia scaricherà il carbone. La fruttivendola guiderà la macchina. Ogni presupposto basato sui fatti osservati quando le donne erano il sesso protetto sarà scomparso; ad esempio (in strada stava passando un plotone di soldati) l’idea che le donne, i preti e i giardinieri vivano più a lungo. Togliete questa protezione, esponete le donne agli stessi sforzi e alle stesse attività, lasciatele diventare soldati, marinari, camionisti e scaricatori di porto, e vi accorgerete che le donne muoiono assai più giovani e assai più presto degli uomini; cosicché si dirà: ‘Oggi ho visto una donna’, come si diceva ‘Oggi ho visto un aereo’. Può accadere qualunque cosa quando la femminilità cesserà di essere un’occupazione protetta, pensavo, aprendo la porta.” Virginia Woolf, 1929

‘My belief is that if we live another century or so — I am talking of the common life which is the real life and not of the little separate lives which we live as individuals — and have five hundred a year each of us and rooms of our own; if we have the habit of freedom and the courage to write exactly what we think; if we escape a little from the common sitting-room and see human beings not always in their relation to each other but in relation to reality; and the sky, too, and the trees or whatever it may be in themselves; if we look past Milton‘s bogey, for no human being should shut out the view; if we face the fact, for it is a fact, that there is no arm to cling to, but that we go alone and that our relation is to the world of reality and not only to the world of men and women, then the opportunity will come and the dead poet who was Shakespeare’s sister will put on the body which she has so often laid down. Drawing her life from the lives of the unknown who were her forerunners, as her brother did before her, she will be born. As for her coming without that preparation, without that effort on our part, without that determination that when she is born again she shall find it possible to live and write her poetry, that we cannot expect, for that would be impossible. But I maintain that she would come if we worked for her, and that so to work, even in poverty and obscurity, is worth while.’ Virginia Woolf, 1929

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2 thoughts on “GENNAIO: Una Stanza Tutta per Sé…JANUARY: A Room of One’s Own

  1. Interessante ricordare come Virginia Woolf spronava le sue simili a prendere coscienza di se stesse, del loro rapporto con la società, il denaro, il lavoro, con gli uomini….

    “Allo scopo di prevenire la guerra, Virginia Woolf invita le sue simili, innanzitutto, ad esercitare il pensiero, non tanto nel senso di accumulare conoscenze, quanto piuttosto in quello, ben più importante, di rendersi conto di come la differenza sessuale informi di sé ogni aspetto dell’esistenza e anche la vita della mente: “Pensare, pensare, dobbiamo. In ufficio; sull’autobus; mentre tra la folla osserviamo l’Incoronazione e t’investitura del sindaco di Londra; mentre passiamo accanto al Monumento ai Caduti; mentre percorriamo Whitehall; mentre sediamo nella tribuna riservata al pubblico della Camera dei Comuni; nei tribunali; ai battesimi, ai matrimoni, ai funerali. Non dobbiamo mai smettere di pensare: che “civiltà” è questa in cui ci troviamo a vivere? Cosa significano queste cerimonie e perché dovremmo prendervi parte? Cosa sono queste professioni, e perché dovremmo diventare ricche esercitandole? Dove, in breve, ci conduce il corteo dei figli degli uomini colti?”

  2. ci sono talmente tanti punti racchiusi in questo saggio che riuscire a concentrarli è praticamente impossibile. Questo saggio deve la sua importanza soprattutto allo studio della second wave femminista. Il fatto che Virginia parli di “difference” è rivoluzionario. La sua idea che esista una prospettiva, una identità, femminile diversa da quella maschile è un’idea che solo neglia nni 1960/70 viene pienamente compresa e concretizzata. Ma ancora più rivoluzionario è il suo affermare “there is no mark on the wall to measure the height of women in history”, sottolineando il fatto che la vita delle donne è inesistente, sono “invisibili” nella società, perché niente di materiale resta delle loro vite.

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