Introduzione alla Mostra Lontane dal Paradiso…Introduction to the Images Exhibition ‘Far from Heaven’

Italian/English

Abbiamo deciso di pubblicare mese dopo mese le 18 tavole della  Mostra Lontane dal Paradiso, invitandoVi a partecipare ad un dibattito aperto sui temi toccati

con l’augurio di approfondirli insieme e farli un po’ più Vostri e ancora più Nostri) sul web, ai nostri appuntamenti mensili al Fiore di Ismene, il Caffè delle Donne e perchè no, per le nostre strade…

Cominciamo con l’Introduzione:

Introduzione alla Mostra per Immagini

“LONTANE dal PARADISO”

da un’idea di Anna Grazia Giannuzzi e Marika Mottes

Quello che state per compiere è un viaggio su un nastro fatto di immagini, che svolgendosi libera lo sguardo, il respiro e via via il corpo.

Da queste immagini affiorano modelli precostituiti presi a prestito da un immaginario comune (di per sé non necessariamente negativo)

ma che propone sempre e soltanto “certi ruoli, certe abitudini, certe tendenze”, che suggeriscono percorsi mentali, di affetti, di relazione che hanno determinato nel tempo la costruzione

dell’idea del “sé” e della propria idea di donna.

Il nostro è un Paese che non ammette che le donne allattino al seno in pubblico, ma le vuole svestite e provocanti in televisione, in strada, sul lavoro, a casa:

come semplici oggetti sessuali, rassicuranti perché sempre disponibili,come nelle immagini dei cartelloni pubblicitari: in un’ottica che ci rende tutt* dei beni di consumo.

Come reggono entrambi i sessi a questo impatto visivo continuo, imperante e schiacciante, quando vorrebbero formarsi un carattere, un’idea del mondo e dei suoi abitanti autonoma e libera?

Quante chance ha una madre che inconsapevolmente si costruisce intorno ad un modello che le viene proposto come socialmente condiviso ed accettabile, di crescere un* figli* (maschio o femmina) liber* dagli stereotipi sociali?

In queste immagini dove sono gli uomini, i padri ed i compagni, e quale ruolo viene imposto loro?

E perché noi donne non vogliamo considerare che tutto questo sia avvenuto anche loro malgrado,

imprigionando entrambi in un gioco di ruoli e di specchi, fatto di piccole e grandi ipocrisie quotidiane, che si perpetrano per anni in convivenze insincere?

Come fanno le donne ad avere stima di sé, se si sono abituate a vedersi letteralmente ai piedi degli uomini?

Come può un uomo capire il valore della donna che gli sta accanto, se lei si propone adorante piuttosto che supplichevole o addirittura “servizievole”? (…se capite cosa intendiamo dire…)

Oggi la pubblicità sessista ha una sua disciplina: vieta qualsiasi rappresenta- zione dell’identità di genere di una persona in modo stereotipato, basato cioè sulla visione che ha di essa l’immaginario comune.

È regolata dall’art.10 del Codice di Autodisciplina pubblicitaria in quanto lesiva della dignità della donna (ma anche dell’uomo, dei bambini, di minoranze etniche o religiose).

«La pubblicità non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose dei cittadini. La pubblicità deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni».

Ancora “Lontane dal Paradiso”, certamente.
Ma più consapevoli, disposte e determinate ad arrivarci.

Ricordiamoci di “come siamo nate donne”.

Pdf Tavole Introduzione:

20120307_introduzione_03

Dear all, we decided to post monthly the 18 pieces of our Images Exhibition “Far from Heaven” inviting everyone to partecipate to the debated themes wishing to make them more accessible
on the Web, on our monthly appointment at the Women Cafès  and, why not,  on the streets. Let’s start with our

Introduction to the Images Exhibition

‘FAR from HEAVEN”

Concept by Anna Grazia Giannuzzi and Marika Mottes

The one you’re about to make is a journey on a ribbon made of images,

which unfolding aims to open gaze, breath and finally the body.

From this images are emerging preconceived models

rented from a collective imagination (not always negative by itself)

but always and only proposes “certain roles“, “certain habits“, “certain trends

suggesting mental emotional and relationship paths which – time passing by –

determined the construction of “self ” and the own idea of being a woman.

Italy is a Country where is not admitted to women to breast-feed in public,

but which wants them undressed and provocative on television, walking on the streets, at work and at home

simply as sexual objects, reassuring because always available,

like in advertise wallpapers, in a perspective that makes us all consumption goods.

How are both sexes withstanding this continuous prevailing and damning visual impact

when they want to create their own character? An independent and autonomous idea of the world and its inhabitants?

How many chances has a mother who unconsciously builds herself around a model which is imposed to her

as the only one socially shared and acceptable, to raise a child (male or female) free of social stereothypes?

In those images where are men, fathers and companions – and which role is imposed to them ?

And why we , women, still don’t want to consider that all this might have happened

in spite of themselves too imprisoning both genders into a role and mirror game

made of big and small daily hypocrisies

which perpetrate for years in insincere living together?

How can women have self-esteeme if they are accustomed to see themselves

literally at men’s feets?

How can a man understand the value of the woman close to him

when she proposes to him adoring rather than imploring or even oblingingly, if you know what we mean?

Today sexist advertise has its discipline and bannes every stereotyped representation

of gender identity of human beings based on the vison of it held by collective immagination.

In Italy is regulated by art. 10 of Advertising Self-discipline Code

as prejudicial of female dignity (but also of male, children and ethnic and religious minorities).

Advertise must not offend moral, civil and religious beliefs of citizens.

Advertise must respect human dignity in all its forms and aspects.”

Still “Far from Heaven”, for sure.

But more conscious, prepared and willing to get there.

Let’s remember how we are “born women”.