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Immaginario Collettivo #3: tutto è relativo

In dignità-dignity, imperfezioni/imperfections on 12 aprile 2012 at 12:32

In risposta al commento di Poison agli ultimi post, che provocatoriamente auspicava la venuta di un/a drag-king

Nel proseguire la mia lettura di  “Kafka sulla Spiaggia” (dell’autore giapponese Haruki Murakami) mi sono imbattuta in questi giorni in considerazioni che ho trovato curiosamente pertinenti, ancorché forse bizzarre per qualcuno…e naturalmente ho deciso di condividerle con voi:

ellenbyannie

ellenbyannie

-Mi duole dover dire che nei nostri controlli, in questa biblioteca abbiamo riscontrato diversi punti che lasciano a desiderare,-dice.

-Dal punto di vista della donna, immagino?-chiede Oshima.

-Sì, dal punto di vista della donna, precisamente-.Fa un colpo di tosse, quindi aggiunge:-Su questo però, se permette, vorrei sentire qualcuno dell’amministrazione…

…Prima di tutto, qui non avete servizi igienici riservati alle donne. E’ o non é così? Pur essendo un’istituzione privata, visto che siete aperti al  pubblico, non dovreste avere, come principio, bagni separati per uomini e donne?

-Come principio? -ripetè Oshima, quasi non fosse sicuro di aver capito bene.

-Esatto. I bagni misti , per uomini e donne, favoriscono vari tipi di molestie sessuali. Secondo i nostri sondaggi, la maggior parte delle donne avverte un forte disagio a utilizzare bagni misti. Questo dimostra un’evidente negligenza da parte vostra nei confronti delle donne.

-Negligenza…

-Una disattenzione voluta.

-Una disattenzione voluta,-ripeté Oshima, come se l’espressione avesse qualcosa di grossolano che ferisse il suo orecchio.

-Cos’ha da dire al riguardo?- chiese la donna, reprimendo a fatica lo sdegno.

-Come può vedere lei stessa, questa è una biblioteca davvero molto piccola,-dice Oshima.-Purtroppo non abbiamo lo spazio per costruire servizi separati per uomini e donne. Sul fatto che avere toilette separate sarebbe preferibile siamo d’accordo, ma finora non abbiamo mai ricevuto lamentele dai visitatori. Per fortuna o per sfortuna, i nostri locali non sono mai affollati. Se vi sta tanto a cuore la questione dei serviziseparati per uomini e donne, perché non andate alla sede della Boeing a Seattle e non gli sottoponete il  problema della toilette a bordo del jumbo jet? I jumbo jet sono molto più grandi e affollati dellanostra biblioteca, e per quanto ne sappia io le toilette sono tutte miste.

La donna alta socchiude gli occhi in uno sguardo severoche le muta la fisionomia del viso: gli zigomi si fannopiù sporgenti, e gli occhiali le rislagono sul naso.

-Noi non siamo qui per occuparci di trasporti aerei. Non capisco perché dovrei mettermi a discutere con lei dei jumbo jet.

-Il fatto che sia nei jumbo jet che nella nostra biblioteca ci siano servizi misti non può forse dare adito allo stesso tipo di problemi? Come principio, ovviamente.

-Senta, noi siamo venute qui per svolgere un’indagine sulle attrezzature degli istituti pubblici. Non per discutere questioni di principio.

Oshima, sfoderando il sorriso più dolce, dice:

-Davvero? Io ero sicuro che invece stessimo parlando proprio di questioni di principio…D’accordo non parlerò più di aerei, mi atterrò strettamente ad argomenti terrestri.

-C’è un’altra cosa che vorrei sapere. Il catalogo degli autori è diviso in uomini e donne.

-Sì, è vero. E’ un catalogo realizzato dai nostri predecessori, e non so perché sia diviso così. Vorremmo modificarlo, ma non ne abbiamo ancora avuto il tempo.

-Noi non abbiamo nulla da obiettare su questa divisione,-replica la donna.

Oshima inclina leggermente il collo, perplesso.

-Il problema è che, in tutte le catalogazioni, gli autori maschi vengono prima delle autrici femmine. Secondo il nostro modo di vedere, questa è un’impostazione lesiva del principio di  parità fra oi sessi, e chiaramente discriminatoria.

-Signora Soga, quando lei era a scuola e veniva fatto l’appello, il suo nome veniva prima di Tanaka e dopo Sekine, suppongo. Se ne è mai lamentata? Si è mai opposta chiedendo che invertissero l’ordine? Pensa che nell’alfabeto la G si arrabbi perché la F viene prima? La pagina 68 di un libro fa una rivoluzione perché viene dopo la pagina 67?

-Il punto non è questo,-ribatte la donna alzando la voce.-E’ già da un po’ che lei ingarbuglia volutamente il discorso…

Red herring è un’espressione inglese. Si usa per indicare qualcosa di molto interessante, ma che svia dal tema principale. Aribghe rosse. Purtroppo nella mia ignoranza non ne conosco l’etimologia…Per essere precisi , faccio ricorso a un’analogia.Secondo Aristotele , uno dei metodi più efficaci nell’arte oratoria. Trucchi intellettuali di questo tipo erano molto apprezzati dai cittadini ateniesi che li utilizzavano nella vita di tutti i giorni. Anche se è deplorevole che adAtene la definizione di “cittadini” non  includesse le donne.

-Vuole prenderci in giro?

-No, ciò che vorrei farvi capire è che ci sarebbero molti modi più efficaci di utilizzare il vostro tempo a difesa dei giusti diritti delle donne dell’intero paese che venire qui, in una piccola biblioteca privata di un piccolo centro, a cercare difetti nella sistemazione dei bagni o nel modo con cui cataloghiamo i libri. Noi profondiamo le nostre nergie per rendere questa biblioteca, per modesta che sia, utile al territorio che la ospita…Invece che di concentrarvi sulle nostre mancanze, dovreste cercare di rivolgere la vostra tensione su ciò che riusciamo a offrire realmente. Non sarebbe un atteggiamento più corretto?

-Tutto ciò ce lei dice non è altro che un insieme di argomenti privi di ogni sostanza, volti a rifiutare qualsiasi responsabilità. E’ comodo parlare di realtà,ma il suo è solo un modo facile di trovare delle giustificazioni.Lei è un classico, patetico esempio di maschilismo, selo lasci dire…Facendosi scudo degli stereotipi accettati dalla società, e della facile logica maschile che è stata creata per sostenerli, lei trasforma l’intero genere femminile in una categoria di cittadine di seconda classe, limitando o spremendo i diritti delle donne spetterebbero naturalmente. Ciò in modo non intenzionale, forse, ma inconscio, il che è una colpa ben più grave. Forti della vostra insensibilità nei confronti dei dolori altrui, tutelate i diritti e i vantaggi acquisiti in quanto maschi. E non vi sforzate neanche di capire quali gravi danni questa vostra inconsapevolezza rechi alle donne e alla società. Naturalmente i bagni separati e il problema del catalogo non sono che piccoli dettagli, ma è dai dettagli che bisogna partire per giungere all’insieme.Se non cominciamo da questi,non arriveremo mai a strappare il velo di inconsapevolezza che soffoca il nostro intero sistema sociale. Questi sono i principi su cui si basa la nostra azione.

-E sono anche quelli in cui si riconosce qualunque donna dotata di cuore e cervello,-aggiunge l’altra donna alta, con uno sguardo privo di espressione.

-Vi è forse una donna dotata di cuore e cervello che sottoposta a tali torture non si comporterebbe come me? – dice Oshima…E’ L’Elettra di Sofocle. Una tragedia sublime. L’ho letta e riletta molte volte. Ah, per inciso, la parola “genere” indica una categoria grammaticale. A mio parere, per esprimere la distinzione fisica fra maschio e femmina “sesso” è più corretto. L’uso che oggi si fa del termine gender è improprio, se mi permettete questa piccola precisazione linguistica….In ogni caso ciò che dite è fondamentalmente sbagliato, non credo proprio di essere un classico, patetico esempio di maschio maschilista…Prima di tutto, non sono un maschio. Sono una donna…Quindi come avete potuto constatare , sia dal punto di vista biologico che da quello anagrafico sono, indiscutibilmente, una donna. Ecco perché ciò che avete detto a me è fondamentalmente sbagliato. Non vedo come potrei corrispondere alla vostra definizione di perfetto esempio di maschio maschilista e sessista…Anche se ho la struttura fisica di una donna, la mia personalità è però completamente maschile. La mia vita psicologica è quella di un uomo. Quindi può anche darsi che quando mi considerate un “classico caso” abbiate qualche ragione. E sarò pure un famigerato sessista. Chissà. Comunque, nonostante il mio aspetto, non sono una lesbica. Per quanto riguarda i miei gusti sessuali, mi piacciono gli uomini. Dunque, anche se sono una donna, non sono gay. Nel sesso, non ho mai ustao la vagina, ma solo l’ano. Il mio clitoride è sensibile, ma  i miei capezzoli no. Non ho le mestruazioni. Quindi,in che modo una persona come me potrebbe essere sessista? C’è qualcuno qui che me lo vuole spiegare?…E adesso, se mi volete scusare, vorrei finire il mio pranzo…Ma voi prego, fate pure con comodo. Questa biblioteca è aperta a tutti. Purchè si rispetti il regolamento, e non si disturbino gli altri visitatori, si è completamente liberi. Guardate tutto quello che desiderate, senza fretta, e scrivete pure quello che volete nel vostro rapporto. Qualisasi cosa scriviate, non ci offenderemo. Finora siamo andati avanti senza ricevere le sovvenzioni di nessuno, e senza lasciarci indrottinare da nessuno, e abbiamo intenzione di continuare così.

Dopo che lui si è allontanato, le due donne si guardano in silenzio fra loro, poi si girano a guardare me. Forse pensano che io sia l’amante di Oshima. Senza dire niente, mi metto a riordinare le schede. Le due si scambiano alcune parole a bassa voce tra gli scaffali, e dopo un po’ raccolgono le loro cose per andarsene. Hanno facce torve, e quando porgo loro i loro zainetti, non mi ringraziano nemmeno.

-Le cose che ho detto prima erano tutte vere,-mi dice Oshima quando torno dopo aver mangiato.

-Allora era questo che intendeva, quella volta che si era definito “diverso”? – chiedo.

-Non è una cosa di cui mi vanti, ma adesso puoi capire che quando l’ho detto non esageravo affatto…A volte non lo capisco più nemmeno io. Che cosa sono? Che cosa può essere uno come me?  Crisi di identità, un eterno problema…Effettivamente io sono un po’ diverso dagli altri. Però fondamentalmente sono un essere mano tra tanti esseri umani. E’ questo che vorrei tu capissi. Non una creatura di un altro pianeta, ma un normale essere umano che sente e agisce come tutti. A volte però questa piccola differenza diventa per me una voragine senza fondo. Ma al fatto che questo accada periodicamente, sono ormai rassegnato…A causa del tipo di persona che sono, ho subìto discriminazioni in vari modi e in varie circostanze, che cosa significhi essere discriminato, e quanto profondamente si resti feriti, sono cose che solo chi le ha subite può capire. Ogni dolore è unico, e anche le cicatrici hanno una forma diversa per ciascuno. Perciò nel combattere la discriminazione e l’ingiustizia, credo di non essere secondo a nessuno. Ma se c’è una cosa che mi indigna ancora di più , sono  le persone prive di immaginazione. Quelle che T.S. Eliot chiamava “gli uomini vuoti”. Persone insensibili che coprono questa loro mancanza mancanza di immaginazione, questo loro vuoto, con un ammasso di segatura, e senza rendersene minimamente conto se ne vanno in giro per il mondo a tentare di imporre a tutti i costi  qusta loro ottusità agli altri, mettendo in fila parole vuote e senza senso…Gente priva di immaginazione, intollerante, senza orizzonti. Gente che vive una realtà fatta di convinzioni tutte sue, slogan vuoti, ideali orecchiati qua e là, sistemi rigidi. Sono queste le persone che a me fanno davvero paura. Le temo e le disprezzo. Naturalmente, anche capire ciò che è giusto e sbagliato è importante. Ma nella maggior parte dei casi, ognuno col tempo, può correggere i propri errori di valutazione. Se si ha il coraggio di riconoscere i propri errori, il più delle volte è possibile rimediare. Ma la ristrettezza di vedute, la rigidità di chi è privo di immaginazione ha una natura simile a quella dei parassiti. Si trasferiscono da un organismo all’altro, mutano di forma e continuano a vivere e a proliferare. Sono  casi senza speranza. Ma almeno qui vorrei che non mettessero piede…No, proprio non ci riesco a liquidare gente come questa con una risata.

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