Stracci, centrini, quilting

Laura Balbo ha applicato per prima il concetto di patchwork al vissuto temporale, proprio in riferimento all’esperienza femminile:

 «Io da anni, per descrivere le forme nuove del lavoro, gioco con le metafore del patchwork e dei quilts: in questi tessuti si cucivano insieme frammenti di stoffa di tutte le forme e colori, senza un disegno preciso, creando però elementi di ordine nel disegno, nella combinazione dei colori, nell’effetto d’insieme. Tra i vari frammenti contava però decidere quali scegliere, e come combinarli, continuare, a tratti magari smettere, e poi riprendere».

Molte e molti, oggi, si trovano a vivere e lavorare così, a «pezzi», componendo il quadro della propria giornata con ciò che si ha, per l’appunto, a disposizione. Dove i confini tra il lavoro e le attività del quotidiano, la gestione dei bisogni, in senso proprio la cura, si confondono.

 Laura Balbo, il lavoro e la cura, Torino, 2008

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