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19/21 luglio, Womenoclock eventi

In CHE SUCCEDE IN CITTA', COME SALVARSI LA VITA, DONNE CHE FANNO COSE, Womenoclock_eventi on 22 luglio 2014 at 23:28

 

Carlo Martinelli conversa con le o’clock  Barbara Gramegna e Anna Grazia Giannuzzi. Sullo sfondo le tavole della mostra “Lontane dal Paradiso”

 

 

Short stories that you like

In CHE SUCCEDE IN CITTA', DONNE CHE FANNO COSE, eventi-events, libri -books on 20 luglio 2014 at 06:52

 

short stories

Vi aspettiamo lunedì 21 alle 21.00 a The Social Stone, Via Grazioli 18, Trento:

 Barbara Gramegna, autrice dell’ebook “A qualcuno piace corto” (Fontana editore, 2013) dialoga con Carlo Martinelli.

Tornano gli appuntamenti di I’don’t like Mondays con i libri al Community Cafè .

Protagonista la ns Barbara Gramegna, bolzanina, che propone una raccolta di piccoli racconti, pubblicato in formato e-book.

Venite a conoscerla, è un Mondo Womenoclock!

 

“Lontane dal Paradiso” torna a The Social Stone

In CHE SUCCEDE IN CITTA', Mostra Lontane dal Paradiso, una Storia del Genere-an History of Gender, Womenoclock_eventi on 18 luglio 2014 at 06:04

Immagine Mostra_2014

 Torna “Lontane dal Paradiso”, la mostra sulle immagini sessiste nella pubblicità internazionale: inseguendo la costruzione di un possibile equilibrio di genere attraverso le immagini pubblicitarie.

L’Associazione Womenoclock propone riflessioni sull’idea che la società costruisca l’immagine di sé e l’idea di donna attraverso i “consigli per gli acquisti”.

sabato 19, ore 18.00: Inaugurazione Mostra “Lontane dal Paradiso”, manifesti di pubblicità sessista degli anni 60 –70.

Per l’occasione si terrà un bookcrossing o passa-libro, ovvero chi vuole può portare libri da “liberare” per altri; presenteremo i nuovi incontri del “Caffè di Womenoclock” che riprenderanno a settembre; sempre a settembre, assieme al Caffè si terrà un gioca/laboratorio manuale per bambini.

Presso  THE SOCIAL STONE, via Gorizia, 18, Trento

Liberata

In libertà-freedom, movimento, pensieri e parole-thoughts and words on 17 luglio 2014 at 15:37

girl wind

Liberata dall’idea di dover portare la mia barca in un porto, liberata dal bisogno di giustificarmi e giustificare la vita ai miei occhi, liberata dalla speranza che qualcosa cambi, che migliori, che sia la vera vita, liberata dal ruolo materno femminile, liberata dal sospetto di avere creduto per mancanza di fede o per stupidità, liberata dal volere dimostrare che “è possibile” essendo donna, liberata dall’avere qualcosa da salvare, liberata dall’idea che dipenda da me, liberata dalla paura di non potere tornare indietro, liberata dal terrore di “vedere com’è e non poterlo dire”, liberata dall’attaccamento al dire, liberata dall’interdetto al fare, liberata dall’ipotesi che ci sia una strada, liberata dallo smacco di non potere mantenere, liberata dal negare che è stato tutto invano, liberata dall’ottimismo, liberata dal disfattismo, liberata dal confronto, dallo svantaggio, dalle profezie, liberata dall’inutile orgoglio, liberata dall’inutile vergogna”. (Carla Lonzi)

 

Womenoclock invita

In CHE SUCCEDE IN CITTA', DONNE CHE FANNO COSE, Womenoclock_eventi on 15 luglio 2014 at 15:14

Womenoclock ha il piacere di invitarvi alle sue iniziative per il mese di Luglio:

Il tutto presso  THE SOCIAL STONE, via Gorizia, 18, Trento

sabato 19, ore 18.00: Inaugurazione Mostra “Lontane dal Paradiso”, manifesti di pubblicità sessista degli anni 60 –70.

Per l’occasione si terrà un bookcrossing o passa-libro, ovvero chi vuole può portare libri da “liberare” per altri; presenteremo i nuovi incontri del “Caffè di Womenoclock” che riprenderanno a settembre; sempre a settembre, assieme al Caffè si terrà un gioca/laboratorio manuale per bambini.

Una selezione d’immagini dalla storia delle pubblicità sessiste, con un commento letterario che suggerisce possibili percorsi di riflessione personale.

Realizzata dall’Associazione Womenoclock, da un’idea di Anna Grazia Giannuzzi e Marika Mottes, e con la collaborazione di Franca Mazzoleni.

Lontane dal Paradiso è un progetto nato  dal rapporto tra educazione allo stereotipo e aspettative di libertà ed uguaglianza di genere, in cui si coniugano istanze educative con una nuova tendenza artistica e creativa, che accosta letteratura e messaggio pubblicitario – che spesso ben poco ha a che fare con l’arte – evidenziando la funzione sociale che la pubblicità ha e che potrebbe meglio orientare.

lunedì 21, ore 21.00 

I don’t like Monday – Carlo Martinelli conversa con Barbara Gramegna, ns collaboratrice al blog http://womenoclock.com/ e autrice dell’e-book “A qualcuno piace corto” (ed. Fontana).

Tornano infatti gli appuntamenti con i libri al Community Cafè di via Gorizia 18, a Trento. Protagonista Barbara Gramegna, bolzanina, che propone una raccolta di piccoli racconti, da gustare uno dietro l’altro. Come deliziosi pasticcini, sono sapientemente farciti di storie, di vita, di occasioni, di rivelazioni, pranzi e, non ultimo, d’amore. La registrazione video dell’incontro sarà disponibile – così come tutte le conversazioni sui libri fin qui tenute al The Social Stone – sui siti www.keecomm.net ewww.thesocialstone.net da poco proposti in una nuova veste grafica. 

Il libro / Raccolta di racconti molto brevi, raggruppati in ambiti evocativi.
Bocconi di vita, impressioni di storie, discorsi, sensazioni. “Agora magazine” ne scrive così: “Il libro della Gramegna affascina, perché ogni racconto, sovrastato da un titolo che segna corpo e anima della storia, è un cammeo, una delicata e a volta sferzante descrizione della realtà, che oscilla dalla tenera età, per andare alle piccole guerre tra generazioni per finire al bello e brutto dello scontro tra i sessi. Ogni storia va letta e riletta perché è come un quadro che non ci si stanca mai di osservare.. Una istantanea di una classe irriverente, o quella unita da un improvviso obiettivo solidale, il mondo visto dal lattante che si fissa sulle scarpe, l’incontro della escort con il frate”.
L’autrice / Di sè, Barbara Gramegna dice: “Sono nata a Bolzano, da sempre sospesa fra due culture, di professione mi occupo di formazione, didattica, ricerca. Da quando ho cominciato a provare il piacere di leggere, ho desiderato anche subito scrivere, attività che mi ha portato finora diverse soddisfazioni. Pur non condividendo la logica del ‘contest’ in ambito letterario, ho partecipato a qualche concorso, perché farsi leggere da chi non ti conosce è un ottimo mezzo per capire cosa arriva e non arriva della tua scrittura. Ho pubblicato in carta ‘Minishorts’ e ora, in ebook, ‘A qualcuno piace corto’. I tipi di testo che prediligo sono la poesia e il racconto breve. Ho collaborato e collaboro alla realizzazione di diversi progetti digitali: il blog Womenoclock , la scrittura collettiva di Milò7, racconti per hotels per Golden Book Hotels. Musica, scrittura e lettura, sono componenti indispensabili delle mie giornate”.
 Ci piacerebbe potervi incontrare in almeno una di queste occasioni!!

Barbara Gramegna al Social Stone

In CHE SUCCEDE IN CITTA', DONNE CHE FANNO COSE, eventi-events, libri -books, Womenoclock_eventi on 9 luglio 2014 at 15:13

Conversazione fra Carlo Martinelli e Barbara Gramegna

Appuntamento con la nostra Barbara Gramegna (Shewolfoclock) e la sua scrittura!!! Non mancate!

il 21 luglio ore 21.00

presso The Social Stone

via Gorizia, 18 – Trento

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Womenoclock e The Social Stone
I don’t like monday – Carlo Martinelli

presentano

Barbara Gramegna

A qualcuno piace corto

 

una raccolta deliziosa di piccoli racconti, da gustare uno dietro l’altro.

Come deliziosi pasticcini, sono sapientemente farciti di storie, di vita, di
occasioni, di rivelazioni, pranzi e, non ultimo, d’amore.

Ma attenzione, questa è alta pasticceria.
Può creare dipendenza!

 
BARBARA GRAMEGNA
A qualcuno piace corto
e-book by
Fontana Editore – Corso Ausugum, 98
38051 Borgo Valsugana (TN) – Italia

Errani Vinci, due azzurre a Wimbledon

In DONNE CHE FANNO COSE, eventi-events on 6 luglio 2014 at 07:51

errani vinci

“Sara Errani e Roberta Vinci sono le prime italiane di sempre a scrivere il proprio nome nel libro d’oro dei Championships. Le Cichi si sono aggiudicate la finale del doppio femminile battendo per 6-1 6-3 la coppia franco-magiara composta da Kristina Mladenovic e Timea Babos. Una finale capolavoro durata 56 minuti nei quali le azzurre hanno largamente dominato le avversarie; a rete, con le sapienti chiusure di Roberta Vinci, e dal fondo, con gli angoli e le traiettorie scovate da Sara Errani.”

da” La Gazzetta dello Sport”, 5 luglio 20142014-07-05T155503Z_678219273_LR1EA75187HCN_RTRMADP_3_TENNIS-WIMBLEDON_mediagallery-article

pensieri e parole: meglio morte?

In una Storia del Genere-an History of Gender on 5 luglio 2014 at 06:38

Spunti da scritti di Natalia Aspesi , Francesca Serra, Kate Atkinson:

Ci sono uomini per i quali risulta molto più semplice ammazzare la propria donna piuttosto che star lì a discutere con lei. Che se ne sia andata o non voglia andarsene non fa differenza: è sempre un fastidio, un intralcio, una disubbidienza: alla idea maschile di possesso o al bisogno umano di liberarsene.

da Natalia Aspesi, “Meglio la guerra che il divorzio”
corpo corda
Ne ammazzavano di più, in passato, ma il fatto non era così rilevante da segnalarlo? Oppure ne ammazzavano meno, perché erano loro, le donne, a non essere rilevanti, e in più sapevano stare al loro posto? Al posto definito dagli uomini e dalle loro leggi, la vita prigioniera destinata a chi nasceva donna e non poteva averne un’altra al di fuori del dominio, della protezione, del denaro, del piacere e della volontà maschile.

da  Natalia Aspesi, “Il riscatto impossibile del corpo in vetrina”

 

L’omicidio femminile non è un evento fortuito, tanto meno occasionale, ma un mito fondativo della nostra cultura. Provate a levare di mezzo tutte le donne nude. Provate a cancellare tutte le donne morte. Cosa rimarrebbe della nostra letteratura? Dei nostri riferimenti iconografici? Del nostro sistema culturale? 

da Francesca Serra ,” La morte ci fa belle”

ophelia-1

Pochi istanti dopo essere venuta al mondo, il mio cuore ha smesso di battere.
A quattro anni, sono annegata nell’oceano.
A cinque anni, sono scivolata da un tetto coperto di ghiaccio.
A otto anni, ho preso l’influenza spagnola. Quattro volte.
A ventidue anni, mio marito mi ha spinto con violenza contro un tavolino, uccidendomi.
A trent’anni, sono morta durante un bombardamento tedesco su Londra.
E su di me cadevano le tenebre.
Ma ho sempre avuto un’altra possibilità.

da Kate Atkinson, Vita dopo vita

fornasetti

un saluto a Maria Luisa Spaziani

In DONNE CHE FANNO COSE, letteratura-literature on 1 luglio 2014 at 15:09

Maria Luisa Spaziani  (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014) è stata una poetessa, traduttrice e aforistaitaliana.

La bella Volpe se n’è andata. Sentimenti contrastanti che ci lascia la sua poesia, la sua vita: un po’ antica un po’ moderna, sicuramente novecentesca.

Maria Luisa Spaziani

Mi ricordo le sue traduzioni, come questa da Louise De Vilmorin che amo tanto:

Sono così felice

che ho paura

Ma sta sicura

Solo a chi è felice

la fortuna dura

Meno le poesie sue, anche se poi le ritrovo nell’antologia “Donne in Poesia” che mi accompagna dalla giovinezza: sì, qualcosa di antico, qualcosa di moderno, sicuramente ’900.

MITOLOGIA

Basta soltanto essere in vita, a volte:
e simili alle Parche
tagliamo i fili della vita altrui,
avveleniamo il sangue di chi amiamo.

Ma più sovente, forse, capovolte
Penelopi tra gli ospiti nemici,
ritessiamo di notte i cento fili
che va strappando la diletta mano;

come Danaidi senza mai riposo
ricolmiamo le vasche del respiro
che ci succhia (più stretto si fa il giro)
l’uomo lupo agli uomini.

Foto_Intervista_Spaziani

………

Resta con me per sempre, solitudine,
disteso vento lungo le notturne
praterie nel cuore dell’estate.
Resta con me nei secoli, fa’ sciogliere
ogni sigillo col tuo fuoco,
consola nel tuo bacio di rugiada
quest’erba alta che adagio sfiorisce
sotto stelle che non rispondono.

Maria Luisa Spaziani

pensieri e parole: donne senza figli

In COME SALVARSI LA VITA, libertà-freedom, quello che le donne non dicono-what women do not say on 26 giugno 2014 at 08:34

Spunti da articoli di Natalia Aspesi

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In questo fiorire di nursery, baby alta moda, psichiatri infantili, videogiochi, Tata Matilda e intrattenitori di babyfeste, chi non ha figli torna ad essere, a seconda dei punti di vista, un anarchico, un poveretto, un fortunato, uno stravagante, un asociale, in ogni caso un diverso: soprattutto se di sesso femminile, perché se una donna non è mamma non è una vera donna. E infatti una donna senza figli deve rendere conto ancora adesso di questa sua anomalia: insomma continua ad essere una curiosità da sondaggio o da dolente intervista.

da “Il paradosso delle donne”

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Settenove

Settenove: una casa editrice indipendente • un progetto di prevenzione alla violenza di genere • un impegno contro la discriminazione • un contrasto agli ostacoli culturali • una proposta di nuovi linguaggi • pari opportunità tra le persone • diritti, rispetto, collaborazione • www.facebook.com/settenove.it • www.twitter.com/ed_settenove

violetta plotegher

con le nostre (rel)azioni generiamo comunità

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Redattore editoriale, bibliotecaria, web editor copywriter. Amante dei libri, della lettura, sensibile al piacere del testo e al grado zero della scrittura, mi occupo di Letteratura, amica esistenziale fin dai tempi dell'infanzia, poi alleata negli studi, infine compagna fedele di vita. I miei campi d'azione: la critica, la riflessione sul romanzo, sui miti, su temi e topoi; la poesia come flusso di coscienza e sottile tecnica semantica; il racconto, finestra aperta su un mondo interiore da narrare con parole in libertà.

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