Battito rap…Rap beats…

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Italian/English
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words by Poison O’Clock   pics by Dedebass

Il concerto si apre con la musica avvolgente dei bassi da cui mi sembra quasi
di essere sollevata da terra, con i DJ che scaldano l’ atmosfera.
Le quinte del palco sono costituite da una sequenza di fari a luce bianca
a volte abbagliano, a volte ammorbidiscono la platea.
Sei FabriFibra.
Sicuramente sei FabriFibra e sei vero.
E sali sul palco con due DJ (DJ Nais e DJ Double) così bravi che le basi “sembrano a tratti un po’ Massive Attack” (Poison O’Clock)
e le atmosfere così dense che “sembra di essere in Inghilterra” (Mari O’Clock).
 E poi parte un frame dei Run DMC che fa vibrare da dentro,
dallo stomaco verso la testa.
 I due DJ stanno su una alta console sopra il palco che diventa una sorta
di scatola magica-schermo per le immagini,
dove viene sparato il titolo del lavoro di FabriFibra “Controcultura”
 e immagini che entrano nel corpo delle canzoni.
Mr Entics innalza ulteriormente il livello di “intimità”con la controcultura.
FabriFibra fa esplodere la voglia di sentire, gridare sensazioni, attacchi, accuse, verità, dolcezze e crudezze
che tutti portiamo dentro ma che abbiamo bisogno di vedere “fuori”,
sublimate ed elevate
dai musicisti,
dai rapper
che sono la versione contemporanea di tutto ciò che sono stati.
E sono i poeti da quando la parola è così magica che, da sola, crea mondi.