Hortus Artieri Alda Failoni Lo Spazio Ritrovato

written by Poison O’clock

alda failoni, senza titolo, olio su carta su tela, 2012

Ciò che balza agli occhi osservando la mostra “Lo spazio ritrovato” di Alda Failoni, è il senso di intrusione dello sguardo umano, in uno spazio che da molto tempo noi abbiamo abbandonato: la natura. Questa è una nuova serie pittorica dell’artista trentina. Alda ha dipinto nidi, case vuote che sembrano sospese nello spazio, nature morte che mostrano scatole ricoperte di seta orientale, piccoli soprammobili zoomorfi di porcellana (presenti in alcuni esemplari anche in questa mostra). Risulta quindi una vera novità, nel percorso personale dell’artista, dipingere animali selvatici, nel loro ambiente naturale, in un bosco notturno. Noi, figli e figlie dell’industrializzazione occidentale, facciamo fatica oggi, a percepire come il “bosco” potesse generare timore reverenziale negli esseri umani, quando l’Europa era ricoperta di foreste. La visione espressa da questi quadri ci chiede di usare delicatezza, attenzione, morbidezza, perché noi siamo “ospiti” a casa del tasso, a casa del cervo e, inoltre, ci addentriamo nel loro spazio di notte, quando la terra riposa, e puntiamo contro di loro una luce, seppur fioca, trasformando le loro pupille in punti bianchi lucenti.

La sensazione di incanto degli alberi e delle creature dipinte è amplificato dallo spazio nel quale la mostra è allestita. Si tratta di uno spazio molto affascinante: vòlti antichi, pareti bianco calce, pavimento di cemento tirato a lucido, creano una sorta di “effetto tela”, la nicchia con poltrone anni ’40 color salmone, i cuscini bordeaux e patchwork creano invece un’atmosfera di piacevolezza quale potremmo trovare a casa di un’amica che ama tutto ciò che è “antiquo”. Anche il nome di questo spazio echeggia di qualcosa che viene da lontano: Hortus Artieri.

Si entra in questo “Giardino dei mestieri e delle arti” e subito si viene accolti da un quadro di forte impatto: un quadro di grandi misure che raffigura un ermellino ritto in piedi, su un fondo chiaro, come sospeso, che sta stringendo con le zampe un ramo di bacche nere, intento ad mangiarne i frutti, corvini come gli occhi inquietanti dell’animale. Non è un caso se questo lavoro è diventato l’emblema della mostra. Si continua aggirandosi per questo bosco notturno dove si incontrano animali dall’aria gentile, quasi in una sequenza cinematografica; in un caso vediamo proprio come quadri di piccole dimensioni e di forme diverse vanno a comporre una sorta di scatti fotografici che riprendono frammenti di tronco, di alberi, di cervo.

Il catalogo della mostra è un raffinato libro con la copertina rigida che sembra una vecchia carta da parati o forse un vecchio broccato, dai colori come sfocati dal tempo. William Belli ha scritto “Un manoscritto trovato in Vicolo dei Birri” che e’ un raffinato omaggio sia allo spazio che ospita la mostra, sia ad una delle finzioni letterarie più affascinanti.

Degli haiku accompagnano la delicatezza dei lavori.

“La vasta notte

non è ora altra cosa

che un profumo”

Questo haiku di J.L. Borges ci fa percepire con l’olfatto ciò che noi percepiamo con la vista.

Un ultimo tributo al bellissimo simbolo di Hortus Artieri che cita l’hortus conclusus medievale con “l’albero della conoscenza” al centro dei quattro punti cardinali che, come il labirinto, è un processo visivo che ci porta al centro di noi stessi.

La mostra resterà aperta fino al 15 maggio 2012 presso la sede dell’associazione Hortus Artieri in Vicolo dei Birri, 7 a Trento.

Info:

HORTUS ARTIERI ALDA FAILONI LO SPAZIO RITROVATO
dal 14 Aprile al  15 Maggio 2012 Vicolo dei Birri, 7 Trento 
in orario 10.30-12.30/18.00-20.00 oppure su appuntamento 0461 1594140

Web:

http://www.hortusartieri.it/

http://www.aldafailoni.com/asp/aldafailoni/

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