RACCOMAND@ZIONI PER UN FUTURO NON SESSISTA

LA SERVETTA VENDUTA E LA DONNA PROFESSORE

Seduta accanto alle mie figlie in una serata estiva di caldo infernale ho visto il film Le avventure del topino Despereaux tratto da un racconto originale della scrittrice Kate Di Camillo.

Ognuno racconta le storie che vuole. A volte però anche quelle che non vuole o non sa di raccontare.

La scena in cui Maia, orfana di genitori e allevata da un non meglio identificato zio, viene venduta insieme ai maiali che accudisce fin da quando è riuscita a camminare da sola, è una storia nella storia.

Lo zio, al quale per l’acquisto della ragazza vengono offerti dodici denari, alza la cifra fino a quindici: vuole la stessa cifra che gli hanno offerto per la scrofa. Che, però, costa di meno dei maiali maschi.

Ovviamente Maia è brutta, in sovrappeso e sgraziata, ma questo non le impedisce di sognare un riscatto ed un futuro di bellezza e agio: vuole diventare – ma guarda un po’! – una principessa.

Nel passaggio di proprietà, che effettivamente la porterà a vivere al Castello, passa però dall’accudire i maiali a strofinare pavimenti.

E di lì a poco la fiducia nel proprio futuro si trasforma in invidia e cattive azioni: insieme al ratto Roscuro rapirà la Principessa Pea.

Mi è piaciuto un topolino anticonformista, capace di difendere le proprie idee al punto di accettare serenamente l’esclusione sociale, e che non vuole rosicchiare i libri per non rovinare la storia,:
“Eat,” said Merlot.
“Mangia”, disse Merlot.

“I couldn’t possibly,” said Despereaux, backing away from the book.
” Non posso farlo,” rispose Despereaux allontanandosi dal libro.
“Why?”
“Perchè mai?”
“Um,” said Despereaux. “It would ruin the story.”
” Beh,” disse Despereaux,” rovinerebbe la storia.”

Tuttavia quello che più mi è rimasto impresso è la storia di Maia, raccontata ovviamente con naturalezza, che tutti quanti ci portiamo dentro come parte di uno stereotipo che ci tramanda come normale un passato nel quale le donne sono oggetto di compravendita. Siamo sicuri che sia solo passato?
Ci porta però anche, e dritto dritto, ad un presente nel quale si sogna ancora di diventare principesse, oppure maschi.
Come certe amiche all’Università che sulle tesi di laurea sono indicate come professore o relatore.
Insomma acquistando competenze ed autorevolezza sono diventate uomini.