In 5 minuti alle 7 di mattina

 

 

by Saxoclock (Luisa Sax)

Mi piacciono gli ebook perché sono una donna timida, e vittima della mia immagine.

E’ pacifico supporre che, andando a comprare un libro in libreria,  il libraio potrebbe scoprire i miei veri interessi…magari in contrasto con il mio look…col mio sex….con la mia età….

Potrebbe giudicarmi…incoerente, paranoica, curiosa di cose che non mi competono.

Pericolosamente sovversiva, o al contrario,  insipida, insapida, frivola, golosa, junghiana, colitica, rollingstoniana, zappiana, milanista  ecc ecc.

E’  pur vero che potrei, abitando in una grande città,  frequentare librerie diverse facendo scelte coerenti in ognuna di esse o far finta di comprare libri, anche strani,  per una vicina di casa inferma…mettiamo un manuale sulla trasformazione della cocaina ad esempio, o sulla coltivazione della marijuana nell’armadio di casa, ma che cavolo di vicina hai?…dove abiti? al quarto raggio? Comprando un manuale sul bondage   estremo o uno studio sulla comprensione della pedofilia il bravo libraio, curioso e magari infame, potrebbe perfino segnalarmi alla polizia o alla buoncostume…se esistesse ancora…meglio evitare.

Degli ebook, oltre all’anonimato che garantiscono,  mi piace anche ( ne sono vittima) l’immediatezza dell’acquisto. Stamane, ad esempio, ho acquistato un libro in 5 minuti, alle 7 di mattina!

Per motivi personali sono costretta ad essere molto mattiniera, dunque alle 6 e 30 ho controllato la mia posta elettronica, sempre piena di messaggi pubblicitari da siti di editoria online e sfiorando un link involontariamente, vengo catapultata su una pagina che propone vari titoli di ebook, generalmente insignificanti  perché troppo commerciali per i miei gusti particolari  e,  invece,  oggi, che ti vedo? Un titolo che avevo varie volte  rischiato di comprare in forma cartacea, ma che mi ero imposta di evitare perché, in fondo, che interesse avevo io, una ex saxofonista punk negli anni 80, una ex cabarettista femminista e videopoetessa estrema negli anni 90, e altre cosucce poco ortodosse nei successivi 2000, in una storia così.

Che c’entravo io con un libro sui prigionieri di guerra (maschi) italiani reclusi in Sudafrica dagli inglesi  nel 1943? Beh, inaspettatamente, un interesse ce l’avevo.
Mio padre era stato uno di loro, un giovane  prigioniero di guerra italiano a Zonderwater nel 43 e qualche volta ne parlava pure bene…aveva imparato anche il genitivo sassone…

Peccato che sia morto 30 anni prima di vedere  la sua storia giunta finalmente anche sugli scaffali  di una libreria on line, insomma,  glielo dovevo.

Per fortuna  solo alle 6 e 30  di mattina so essere così emotiva, prima che irrompa il buon senso nei miei pensieri e mi faccia pensare  che chissà quando troverò il tempo di leggere una storia così  poco allineata ai miei presunti interessi.

Odio gli ebook perché assecondano pericolosamente la  mia alta empatia a effetto immediato: in 5 minuti,  anche alle 7 di mattina, con la chiave di casa già nella toppa della serratura, pronta per correre al lavoro,  eccomi già pronta pure per lo shopping compulsivo, inerme  preda di stimolazioni  inattese, vittima designata di reazioni impulsive , qual piuma al vento…

Attendo impaziente che finisca il download, certo, 9,99 euro non sono neanche pochi, ma di mattina sembrano di meno.

Peccato  però che i libri elettronici,  questo va detto,  si scaricano da internet  in 5 minuti,  ma si leggono poi nello stesso tempo di quelli cartacei:  5,10,100,1000  giorni… o forse mai…ma questo è un altro discorso…comunque almeno non accumulano polvere e, per una donna,  qualcosa vuole dire…