se da sola non ce la faccio

Anni fa ero rimasta stupita quando una giovane psicologa, con cui condividevo un tirocinio nei servizi psichiatrici, ci annunciò felice di aver trovato un vero lavoro: consulente in un’agenzia matrimoniale.

Oggi perfino gli studi sociologici si interessano all’esercito di nuove professioni che gestiscono la nostra vita privata: tate, colf, baby teacher, agenzie per trovare partner, wedding planner, trainer dell’amore, manager della terza età, mariti in affitto…

Coach ed esperti che hanno per clienti per lo più donne ed anziani e per cui siamo disposti a pagare.

Sarà la tanto deprecata e ora invocata famiglia allargata di zie, nonne e comari che si è sgretolata o la nostra insicurezza ad essere all’altezza del ruolo che vorremmo/dovremmo interpretare?
L’inadeguatezza dei servizi pubblici o una nuova ricerca di legami con cui condividere la vita?

E una nuova parola, che sa di antico, sempre più inizia a circolare: automutuoaiuto.
Sì, è tempo di “fare rete” anche fuori dal web!

4 comments

  1. iO CREDO TANTISSIMO NELLA RETE; bisogna saper domandare e saper offrire il proprio aiuto nei modi e tempi giusti e non pensare sempre solo che ce la possiamo fare da soli.
    SI! DOBBIAMO sapere , si dobbiamo farcela da soli si…ma avere una rete di amici, amiche, famiglia gente che capiamo e che ci capisce, persone con cui condividiamo segreti o passati comuni, gioie oppure disgrazie o semplicemente brave persone intorno con cui condividere …..questa è la gioia del non sentirsi soli

  2. Bella l’idea della rete!
    In ogni caso saper chiedere aiuto quando se ne ha bisogno è già un gran passo per molte donne. E sarebbe bello che trovassero delle risposte non soltanto da parte delle amiche!
    Evviva la rete!
    AnnaG

  3. mi trovi perfettamente d’accordo! anch’io senza le mie sorelline streghette tante volte non ce l’avrei fatta! e se vogliamo invecchiare decentemente sarà sempre più necessaria questa nuova specie di “beghinaggio” , e che venga riconosciuta.

  4. in effetti io sarei d’accordo con dei pacs di gruppo, non mi basta un matrimonio a due, ma mi serve una rete e ce l’ho, ma putroppo non è riconosciuta dalle istituzioni. Sto meditando di andare da un notaio a mettere in chiaro alcune cose.
    saxolock

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