questa non è vanità (al Mart #2): oppure sì?

Il punto è

che mi è rimasto

questo segno della poesia

di Pound.

E non me lo aspettavo.

Aderiva a ideologie totalitarie – però non ne era organico – mi dicono.  Che poesia, mi dico io….

Però, c’è anche questa incredibile idea/argomento sulle questioni di genere contenuti nella prefazione ad un libro di Remy de Gourmont ( se trovate altro segnalate prego!)…incredibile nel senso: non posso credere a quello che leggo!

Andrè Gide diceva che quel francese –  per le sue affermazioni sulle questioni di genere e le teorie sul sesso (“love” is no more than a primitive instinct,  ed il passo tra noi e gli animali è così breve che anche un bambino lo può saltare!),  era uno degli spiriti che detestava di più; ma per Ezra Pound “My generation needed Remy de Gourmont.” Sob!

E pensare che io ero andata per vedere Edith Sitwell e Cecil Beaton, per quell’atmosfera suggestiva in bianco e nero, le pose ieratiche, e l’eleganza, gli abiti, i gioielli..( questa è vanità?) lo squarcio di un mondo che non esiste più eppure ci ha dato tanto, e non ultimo i libri con le pagine cucite, le copertine dipinte a mano e le pagine spesse e  ingiallite…

E poi Cecil Beaton, il fotografo che voleva rendere il mondo più bello e armonioso.

Un artista è interessante quando ha una personalità forte a sufficienza per essere scandaloso, ma riesce nello stesso tempo ad essere accettato dagli elementi più conservatori della società, diceva.

Per l’ultima della serie vanità:  di Edith in  mostra ci sono due anelli, ognuno con un’acquamarina grande quasi quando un telefonino!!! Quelli sì che erano gioielli!

  I am patient with stupidity but

not with those who are proud of it.

Sono paziente con gli stupidi, ma non con coloro che sono orgogliosi di esserlo!
Edith Sitwell, English biographer, critic, novelist, & poet (1887 – 1964)