Storia di Donna

by Chiaraoclock (Chiara Lombardo)

Silvana mi ha chiesto se conoscessi la storia di qualche musicista donna. Vorrei raccontare quella di Donna Ruth Magendanz. Non sapete chi è? Ve la presento.

Poco più che ventenne, nel 1961 vince una borsa Fulbright. Lascia i genitori e l’America, e va a studiare violoncello con Enrico Mainardi, prima a Salisburgo poi a Roma, all’Accademia di Santa Cecilia.

Nel suo inseparabile diario annota le bellezze artistiche, i suoi pensieri e gli insegnamenti del Maestro. Racconta Roma con occhi freschi e stupiti: le mosse teatrali dei vigili quando fermano il traffico; la sensazione di sentirsi protetta e sicura; il gelato portato alla guardia notturna dell’ostello, gesto di delicato altruismo che viene inspiegabilmente…frainteso! Non mancano i momenti di solitudine e di sconforto che però affronta con fede e determinazione.

A Roma conosce il pianista Piero Guarino, da poco trasferitosi da Alessandria d’Egitto, dove dirigeva il Conservatorio da lui stesso fondato dieci anni prima. Suona al suo fianco, ora nel suo gruppo di musica da camera, ora in duo. La loro intesa musicale e spirituale è perfetta. Presto si sposano. Ospiti di Ambasciate e Istituti di Cultura, viaggiano ovunque. Ne hanno passate tante insieme: ad esempio ad Atene quando, a metà concerto, è saltata la corrente e, nel buio più totale, hanno continuato a memoria fino alla fine. O a Genova quando, avvertendo un insolito brusio tra il pubblico, si sono girati e hanno visto il sipario in fiamme (quella volta però credo che abbiano smesso di suonare…).

Mamma straordinaria senza mai rinunciare alla sua passione. Complici le numerose baby-sitter che si portava al seguito. Una di loro, Daphne, a distanza di quarant’anni viene a trovarla regolarmente.

Nel ’72 vince la cattedra di violoncello al Conservatorio di Trento dove si trasferisce con la famiglia. Insegna, suona nel Quintetto Italiano, collabora con altre formazioni. Non è facile, ma non molla.

Dopo tre serate da solista con l’Orchestra Haydn scrive:

La preparazione è stata dura ma Piero è stato di enorme aiuto: ha pensato ai bimbi, pulito per terra, risposto al telefono, mi comprava i fiori, ed era silenzioso come un topolino quando partiva per Sassari alle quattro di mattina” – in quel periodo ne dirigeva il Conservatorio – .”Conosco molti altri mariti che non avrebbero lo stesso rispetto per la carriera delle mogli”.

La musica per lei è energia, amore, vita. La stessa che infonde ai nipotini durante la piano lesson settimanale. Ogni sforzo viene premiato con gridi di gioia, che sostengono la nota incerta dandole il giusto vigore.

Ogni settimana tiene nel suo salotto divertenti conversazioni di inglese. I partecipanti, incitati dai suoi incoraggiamenti, si lanciano in frasi tortuose dalle quali lei è sempre pronta a trarli in salvo. E’ tanto indulgente con gli altri quanto severa con se stessa.

Quando giudica interessante un articolo di giornale, lo appende in cucina per mostrarlo ai suoi ospiti. A volte, ridendo, diciamo che finire sul frigo giallo di Donna è una delle maggiori soddisfazioni a cui si possa aspirare e, effettivamente, un po’ è davvero così!