Invisible woman

by Shewolfoclock

Invisible woman

Leggendo un intervento di Michela Murgia sul suo blog mi viene una riflessione sulla donna-uomo: il drag king, in inglese, perchè così sembra anche una piccola birichina trasgressione, più che tutto legata al mondo dello show, che non ad una condizione psicologica.

Se le drag queen assurgono a macchiette e ad attrazioni da baraccone, simpatiche attività posttelegrafoniche per uomini desiderosi di incarnarsi in Wanda Osiris e che hanno invece sempre disdegnato i suoi ‘boys’, di drag king non si parla molto.

Certo, vedere donne che si impegnano ad attaccarsi peli ulteriori con colle a presa rapida, quando sin da bambine si impara a rifuggere ogni escrescenza tricotica, che si incuscinano per espandere cintole adipose, quando molte si negano il cibo pensando di legare così a sè uomini più devoti, donne che in epoca siliconica si negano le forme per assumere arie rodolfovalentiniane da consumati sciupafemmine, beh, diciamo che deve fare pensare.

La riflessione vorrei farla però non sull’esplicito atteggiamento di chi si sente uomo e  che la natura ha pensato di ‘sembiare’ da donna, non da chi ‘gioca’ all’uomo travestendosi per capire cosa succede, vedere se con gilet e cravatta alla stazione ti abbordano, se in autobus ti atterra una viscida mano sul gluteo, se capita insomma tutto quello che le donne sperimentano ogni giorno.

La riflessione è sulle donne che non sono più giovani e abbandonano per praticità o per scelta, o per malattie sopraggiunte, alcune modalità di porsi tipicamente femminili, gettano rossetti, tagliano capelli, bruciano tacchi e si liberano insomma di tutto ciò che all’uomo suona come ‘sono ancora qui’, ‘potrei anche pensare di accoppiarmi’, ‘ero una grande gnocca anche io a vent’anni, che ti credi’.

La riflessione è che le donne che si ‘omizzano’ diventano per il maschio medio completamente invisibili.

La riflessione è che l’uscire dal canone condiviso rende queste donne invisibili.

La riflessione è che allora, forse, sarebbe meglio attaccarsi peli, ingrassare bene, tirare qualche porco, sdoganare il travestitismo e farne una ovvia quotidianità per ridiventare visibili al maschio medio, almeno come loro possibile compagno di birre.

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