Io ci sono e lo dico # 2/2

Insomma eravamo al come faccio? Come mi pongo? Come mi difendo?  Questo “modo” ci manca; volontà ne abbiamo, determinazione anche.

Difficile è, però, incominciare, perchè da lì parte la presa di coscienza che le cose non stanno andando nel verso giusto: per prima cosa che se non ti nominano non esisti. Invece tu ci sei, e sei una donna. E già ti viene difficile mettere te stessa al primo posto in quello che fai, così abituata a doverti sentire riconosciuta, apprezzata, quanta fatica accorgersi che le regole che tu difendi non ti appartengono, non sono state concordate con te, non ti rappresentano. E tu come fai? Non riesci vivere bene se ti senti sbagliata….

Poi succede che se ti nominano è per schernirti, con quel fare tra minaccioso e paternalistico che hai già affrontato da bambina. Quella sensazione non piace a nessuna, però è difficle trovare qualcuna che non ci è passata. Stai già dando fastidio, accidenti.

Poche parole bastano a ricordarti che infondo sei un’animale da riproduzione, o un giocattolo da divertimento.  E fai così fatica ad amare qualcuno che non ti rispetta, che preferisci fingere che non sia vero – o magari è colpa tua -, ma anche gli uomini li abbiamo fatti noi, e persino li educhiamo: non possiamo, non dobbiamo dimenticarlo.

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Ci sono fior fiore di scenziati che ancora si preoccupano di capire se sei più o meno intelligente di un uomo – con l’intenzione, però, di dimostrare “scientificamente” che sei inferiore e dovrai pure arrenderti, capricciosa e testarda che sei!

Tu però non sei una bambina, sei una donna e vuoi avere rispetto.  Lo sai che non sei stata creata con scopi e funzioni, ma sei al mondo per   esprimerti e vivere.

E dunque vuoi RISPETTO, anche per i tuoi errori. Per il tuo diritto di sbagliare, di cambiare idea e di dire non ci sto! Per il tuo diritto di dire no! Hai il diritto di non capire e di chiedere spiegazioni.

Hai il diritto di non ridere alle battutacce che riguardano “le donne in generale”. Anche se ci sono parole che al femminile non riesci a declinarle senza che ti venga un poco da ridere…e qui un po’ bambine ci siamo tutte.

Insomma hai il diritto di pensarti tu per prima con rispetto,  perchè come ci ha scritto  per prima nonna Renata…

Tutto giusto quello che è stato detto, però basterebbe conglobarlo in un solo grande rispetto!

Non rinunciare mai a ciò che si è

Sono felice di parlare italiano perchè è una lingua che mi permette di dire la differenza, purtroppo però i generi sono soltanto due…mentre le persone sessuate sono più di due…femmina, gay, lesbica, transessuale, bisessuale….che stress, la lingua non acchiapperà mai la realtà!

Sono donna e sono fiera di esserlo. Uscirò di qui determinata e attenta a modificare se necessario il linguaggio.

Ecco a me è quel “se necessario” che preoccupa un pochino, ma noi donne ne abbiamo passate tante e credo proprio che questa volta la storia la cambieremo noi.

Anzi abbiamo già cominciato!

PROSSIMO APPUNTAMENTO CON IL CAFFE’ ISMENE 8 NOVEMBRE, SOLITO POSTO SOLITA ORA…..tutto il resto dipende da noi!