Jaroslav dove sei?

Non credo per nulla a questa cosa. Delle amiche proclamavano questo qualche giorno fa. Dobbiamo dirci “avvocate” non avvocati. E io ho chiesto a loro. Ma voi domattina direte alla domanda che lavoro fai? “avvocata”. Nessuna di voi risponderà così. E quindi se non iniziano le donne, con coraggio o convinzione, in ogni caso senza esitazioni, a usare sempre questo nuovo modo di dire le cose, le persone, non vi è nessuna speranza che le “regole” della grammatica vengano sovvertite. Perchè sono “regole” quelle fatte dall’uso comune, generalizzato. Le più forti di tutte. In una grammatica leggerete che se soggetto sono sostantivi maschili e femminili il predicato dovrà essere declinato al maschile. E’ una regola. Se le donne che credono all’importanza di sovvertire queste regole, che hanno dentro di sè un retaggio maschilista, se neppure loro, tutte e sempre, iniziano a “violare” queste regole a cercare di porne di nuove, queste regole rimarranno.

E le donne avvocato continueranno a fare l’avvocato, le donne ministro il ministro, le donne funzionario il funzionario.

Notate una cosa (voi la avrete notata molto più di me): quanto più è elevato il grado quanto più è difficile declinare al femminile. Impiegata viene benissimo, pure operaia e contadina.

Ma se il funzionario ha 5 stelle, si fa più fatica…

Commento di Jaroslav ai primi articoli sul linguaggio di genere, dicembre o gennaio. Jas dove sei?