She loves me, she loves me not: attenzione questa è una provocazione

Lady Donne and daughter — from The Donne...
Lady Donne and daughter — from The Donne Altarpiece by Hans Memling (Photo credit: Wikipedia)

Attenzione questa è una provocazione!

MA ANCHE NO!

Non ho mai amato l’idea di dover socializzare con le donne per il solo fatto che anche io lo sono.

Penso che le donne non sanno lavorare in gruppo ed accettare che nello stesso gruppo qualche altra abbia maggiore visibilità di loro.

Le donne  pensano sempre che per costruire un’alleanza si debba pure essere amiche e un po’ volersi bene. Non hanno capito che basta condividere uno scopo comune, poi ognuna torna a casa sua.

Non hanno capito che lavorare seriamente insieme fa nascere legami di fiducia, stima e rispetto, sodalizi duraturi che possono prendere tranquillamente il posto di ogni confuso sdilinquimento cui si vogliano abbandonare.

Se è vero che il legame di amicizia tra donne oggi non rappresenta più l’unico legame forte che può aiutare ad affrontare la ricerca di miglioramento delle condizioni di vita e  di affermazione personale, in un mondo dominato dalla violenza degli uomini,  al di là degli schemi ormai conosciuti ed affrontabili, è anche vero che le donne hanno ormai perso il senso della differenza tra amicizia, affettività e sessualità. E questo vale sia per le eterosessuali quanto per quelle per cui il dichiararsi gay è stato un tutt’uno con l’appropriarsi del “modo” maschile.

In ogni caso il frammentato mondo dei sentimenti delle donne è scomparso, svanito, equivocato: tanto, troppo è stato rimosso, sessualizzato, medicalizzato, etichettato.

Penso che le donne soffrano di una memoria selettiva che fa loro dimenticare i più torti atroci subiti in termini di dignità, ma impone di coltivare con passione il ricordo di frustranti amori inutili. Continuano anche a pensare che siano gli uomini a provocare in loro l’orgasmo, non la loro testa. Le donne pensano con l’utero quando devono giustificare un’improvviso cambio di idee perché non hanno la costanza e la pazienza di negoziare, ma si arrabbiano se qualcuno glielo fa notare…

Vogliono fare figli per essere uguali alle altre e sentirsi a posto e poi pensano di aver trovato un senso e finito il compito assegnato. Magari fanno figl* perchè qualcun* si occupi di loro quando saranno vecchie. Ma quest* figl* non hanno nessuna colpa per essere cresciuti nelle vostre pance, lasciatel* andare per la loro strada….lasciateli in pace. In pace non vuol dire abbandonateli a loro stessi.

Le donne si ficcano dentro agli archetipi, anche due o tre alla volta, candidandosi a sofferenze inenarrabili che nessuno potrà mai consolare. E questo che vogliono. O peggio pensavo che sia questo il destino e non c’è nulla che si possa fare.

Le donne vogliono piacere a tutto il mondo maschile, non soltanto ad un uomo. E anche alle altre donne.

Ma non troppo però, altrimenti dovranno rassicurarle che non vogliono rubargli l’uomo. Ovviamente. Se gli uomini pensano che sia per loro che le donne si accapigliano, non hanno capito nulla: è soltanto una questione di potere e di influenza. E di rassicurazione:  le donne continuano a cercare all’esterno il nutrimento per loro autostima.

Non amo le donne che negano di essere attratte dal potere. Come certe maestre, che per generazioni hanno avuto in pugno famiglie intere, le loro domeniche e loro vacanze estive, semplicemente dettando i compiti a casa.   Le donne confondono troppo spesso l’affermazione dei propri diritti di persona ed il riconoscimento dei propri bisogni con la prepotenza. Si lagnano, ma lamentarsi non serve, bisogna protestare. Loro parlano parlano parlano parlano parlano….raramente dicono qualcosa. A volte ho l’impressione che vogliano solo la certezza che le stai ascoltando.

Non amo entrare a far parte di gruppi in cui ci si veste seguendo la stessa moda e ci si taglia i capelli nello stesso modo e ci si guarda in cagnesco, perchè nessuna deve apparire meglio di un’altra in questa competizione controllata. Non amo i sorrisi che muovono soltanto i muscoli intorno alla bocca.

Cerchiamo di ricordare che la situazione di rivalità tra le donne è sempre stata molto gradita al patriarcato perché non favorisce lo sviluppo della creatività delle donne, anzi la indebolisce.

Vorrei che ci fosse, invece, la capacità di riconoscere ed esprimere apprezzamento per la donna che ha un “di più” diverso dal proprio, con il quale apprendere e crescere.

Vorrei che le donne avessero potere non sugli uomini, ma su loro stesse.

Mary Wollstonecraft, Rivendicazione dei diritti della donna, 1792