L’automobile

 by Saxoclock (Luisa Sax) 

Per la mia generazione fine anni 50 il desiderio  di libertà è stato spesso  associato  anche  al  possesso e uso della automobile.

Ricordo di aver aspettato con ansia l’arrivo dei 18 anni anche per poter finalmente fare la patente. Oggigiorno non è più così e l’auto è considerata dai giovani più che altro  fonte di inquinamento più che  di libertà, rappresentata  meglio  da una bella mountainbike  o da uno skateboard o dal parapendio…perdio…li invidio..io che da 40 anni guido l’auto…nella metropoli…e,  per la miseria,  sapete che sono sempre di meno le donne al volante?

Direi mediamente che, a occhio, solo 3  automobilisti su 10 sono donne e questo sicuramente anche perché le  auto costano e le donne hanno meno soldi e meno lavoro, infatti qui a Milano  il mitico filobus 90  è sempre pieno di extracomunitari  maschi (che comunque hanno  pochi soldi) e da un sacco di donne (più  italiane che straniere).

Il maschio bianco autoctono ama ancora  andare in macchina, col telefonino,  imbottito nel traffico, quasi sempre unico passeggero del suo mezzo privato, insofferente,  ma sempre meno che sul mezzo pubblico, che comunque è umiliantemente  promiscuo. Ecco!  Insofferenti!  questi maschietti italiani, ma anche no, sono spesso isterici e insofferenti.

 

Se vedono una donna che procede non troppo aggressivamente, ma in modo rilassato, magari prudente, o non troppo abile, sbraitano e  strombazzano subito  per farla  spostare o  la  guardano  con commiserazione come se dovesse andare a fare  la calzetta.

Se poi invece la donna è un po’ aggressiva o va di fretta  e li sorpassa, si irritano lo stesso e lo prendono come un affronto alla loro mascolinità e subito fanno di tutto per ri- sorpassarti e ristabilire le gerarchie…

Ci sono molte donne che pur avendo preso la patente poi non guidano mai e lasciano sempre l’incombenza, ma anche il divertimento,  al marito, anche perché  questo, quando guidano le critica sempre e non è mai rilassato.

Comunque, per esperienza, sappiate che se vedete un maschio  alla guida con un cappello in testa state alla larga:  è certamente  un imbranato, ma se il cappello lo porta una donna, sicuramente  si tratta di una guidatrice provetta. Anche il chador può essere assimilato a un copricapo, l’unica donna che ho incontrato che lo indossava  era una buona guidatrice…

2 comments

  1. Io sono una guidatrice “maschile” o aggressiva come dice Luisa, ho una buona parola per tutti, rispetto solo i pedoni e le pedone, soprattutto bambini. Se ho voglia di “navigare”, invece trovo gente che non capisce e mi mette fretta, allora vado ancora più piano fino ad accostare e faccio ampi gesti che invitano a superarmi…Comunque la mia esperienza sulle donne al volante è diversa, vedo tantissime mamme con i bambini a bordo, e da qui penso che i papà i figli non li accompagnano mai….ma forse è una visione parziale.

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