Il fiore di Ismene – Caffè delle Donne: appuntamento a marzo 2013

Un po’ in ritardo causa maltempo, ecco il breve resoconto del recente Caffè in quel della Bookique.

(…e  da adesso riposiamo un po’, ma non troppo, perchè già stiamo pensando – quindi lavoriamo – agli argomenti della prossima stagione che si apre a marzo 2013)

Prima di altro, però,  i ringraziamenti: ringraziamo l’Assessorato alle Politiche Sociali e Pari Opportunità del Comune di Trento e soprattutto Violetta Plotegher, che è stata con noi per tutto il Caffè a condividere pensieri ed esperienze, è oramai un’amica,  ed ha sempre avuto parole di sincero apprezzamento per il nostro lavoro e per come AnnaG “intesse e scuce” il filo delle conversazioni al Caffè Ismene.

(AnnaG sono io che scrivo e mi sembrava giusto condividere con voi la mia soddisfazione per un lavoro che non avevo mai immaginato di poter fare ma mi piace e viene apprezzato!)

Salutiamo Belén nel suo ruolo ufficiale, ma siamo sicure di rivederla ancora come ospite partecipante, con il suo contributo sempre attento ed acuto, con quel suo garbo argentino che ci racconta di storie e punti di vista di là dell’Oceano….

Il nostro argomento molto suggestivo era: Tra cielo e Terra: la libertà di essere donna…

Come al solito si parte da un dove, ma dove si arriverà? beh quello non lo sa nessun*, nemmeno AnnaG che pure si impegna a trovare poesie e spunti che siano provocazioni adatte ad ogni piega voglia prendere la conversazione.

Per non sbagliare siamo partite dalla poesia di Barbara, Upon Freedom,  pubblicata sul blog nei giorni scorsi.

Come si declina la libertà e dove la si incontra? Nel gruppo o in uno spazio privato?

Essa è fuori di noi oppure la troviamo dentro noi stess* se solo facciamo un po’ di silenzio …  ce ne andiamo in qualche posto magico – per noi, per noi sole – dove ci ritroviamo….magari un bosco in cui abbiamo ritrovato noi stesse e la libertà di fare le cose che ci piacciono, magari un gioco che mima i nostri gesti di donna futura , oppure un paesaggio mentale, un viaggio senza muoversi a suon di respiri profondi che aprono lamente e schiariscono le idee…

La libertà che  manca, quella del corpo/movimento, quella della salute, quella della procreazione o non,  l’aborto e quella della scelta: ma poi scelta e libertà non sono forse la stessa cosa?

Ma la libertà è un fare o un non avere? Non avere limiti, costrizioni, imposizioni…..

Boh, poco importa tanto saremo lì con tutte noi stesse a giocarci anche la libertà che non abbiamo e sceglieremo ….sceglieremo per noi e a volte anche per  gli altri, anche se non è questo quello che vogliamo, o forse pensiamo che è questo quello che dobbiamo…

Poi Szymborska che a Renata non piace granchè

Scrivere un curriculum

da “Vista con granello di sabbia”

Che cos’e’ necessario?
E’ necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si e’ vissuto
e’ bene che il curriculum sia breve.
E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di piu’ chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perche’.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.
E’ la sua forma che conta, non cio’ che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

               Per chiederci: tra terra e cielo chi siamo come ci descrivono o come ci presentiamo noi? Ma noi per stare al mondo dobbiamo chiedere permesso?

Che cosa è davvero importante nella vita, cosa ci resta e dunque che dobbiamo fare quando possiamo scegliere? Si passa in rassegna tutto, i figli*, le amicizie, il valore ed il prezzo… Siamo passate anche per il velo, come lo viviamo, come e quanto lo conosciamo, o meglio quanto conosciamo le donne che lo portano, le loro motivazioni e poi ci siamo chieste se e quanto possiamo/sappiamo condividerle… Insomma se per una donna portare il velo è un gesto di libertà e di rispetto verso se stessa e la propria fede, come facciamo a dirle di no? A dirle che per noi ha tutt’altro significato? Siamo sicure che queste donne abbiano avuto abbastanza libertà da poter sviluppare un pensiero autonomo e responsabile, e responsabile proprio perchè autonomo, rispetto all’indossare o meno il velo? Facile non è, ma anche questa è democrazia. L’importante è chiederselo, l’importante è farsi domande e soprattutto non lasciare che siano gli altri a dire alle donne come devono essere e cosa devono fare…

E’ una questione di rispetto, noi stesse potremmo rispettarci di più, dire qualche NO! in più, magari, ma mai smettere di lottare per quello in cui crediamo.

Il Caffè così è presto concluso. Il tempo vola quando si sta bene, ed anche se eravamo meno del solito abbiamo registrato la presenza Roberta Robj, nuova firma del blog e di due nuove amiche Rossella e Luciana.

Come detto ci si vede il prossimo anno e stiamo già lavorando agli argomenti da discutere: aspettiamo i vostri suggerimenti da portare in Assessorato ed alle amiche che lì ci hanno vigilate e protette: Dina, Ilaria, Marianna, Donatella Turrina…(E se ho dimenticato qualcuna è perchè tra un poco compio 50 anni…chiedo perdono!)

Aspettiamo proposte ed idee per preparare insieme a voi i prossimi incontri del Fiore di Ismene- Caffè delle Donne…Ah, sono imperdonabile! Grazie anche a Marco della Bookique, che ci sopporterà…oops volevo dire ospiterà anche il prossimo anno.

Arrivederci amiche! Seguiteci sul blog!