A Mare

by Shewolfoclock

La notizia della prima cooperativa di pescatrici in Toscana e la particolarità che molte siano anche straniere mi ha fatto andare il pensiero alla tradizione delle donne giapponesi, che si tuffano in mare per pescare perle, idea di afflato fiabesco che le cerate gialle delle pescatrici toscane certo non hanno.

Le Ama , come si chiamano le pescatrici giapponesi, sono piene di fascino e di esse si parla già nella più antica raccolta di poesie giapponesi risalente all’epoca Heian (794-1185).

Un tempo le Ama si immergevano solo con perizoma e bandana, nutrendo così l’immaginario stereotipato e facendone delle Bond-girl ante litteram.

Ora le poche esistenti si mettono delle mute e il loro lavoro non ha nulla di fiabesco.

A Marina di Carrara il fascino delle pescatrici è dato da forza e determinazione.

In entrambi i casi si evocano varie figure mitologiche : Afrodite, la Melusina, le Sirene , le Ondine.

La donna che dà vita e la concepisce nel suo contenitore acqueo, trae nutrimento dal mare, imenso contenitore acqueo di inquantificabili vite.

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2 comments

  1. A proposito di mestieri da uomo e lavori da donna, vorrei segnalare l’articolo di Massimo Gramellini che ho letto su Triskel182 a questo link http://triskel182.wordpress.com/2012/11/13/cera-una-volta-massimo-gramellini/#comment-7949.
    Gramellini riferisce che “Sonia Sotomayor, prima ispanica a diventare giudice della Corte Suprema, è andata nel più famoso programma americano della tv dei ragazzi per dire alle bambine: «Sognare di essere principesse è divertente, ma non è una carriera. Per quella vi serviranno studio e fatica». Eppure è sano che una bambina sogni di essere una principessa. Di solito continua a sognarlo anche da adulta, altrimenti non si spiegherebbe il successo di «Pretty woman» e «Cinquanta sfumature di grigio».”
    Ora che esistano donne adulte che sognano di essere o fare le principesse o le prostitute a me é perfettamente indifferente – e se funziona nell’intimità dico anche perchè no? – ma da qui a pensare che sia giusto NON dire alle donne di domani che sognare non è sufficiente per essere “libere di essere donne” – e magari di poter continuare indisturbate a sognare quello che ci pare! – e NON dire che crescere vuol dire diventare competenti e per questo ci vuole il lavorare con serietà e fatica, beh questo proprio non lo capisco. E naturalmente non mi trova d’accordo. Quante di noi ancora oggi da adulte non lamentano che certe cose nessuno ce le ha dette? A partire dalla crudezza dei dolori del parto – avvolto in una nuvola rosa …. A saperlo non vi sareste organizzate meglio con il vostro corpo? Non avreste avuto più consapevolezza di cosa vi stava succedendo? Fino a tutte le fesserie che ancora circolano sulle cose principali che interessano le donne….Bambine pensate che sarà facile? Pensare che essere belle o rosa o delicate vi aiuterà a non soffrire? Non sarà così? Che vi renderà magicamente felici? No. Non sarà così. E’ un vero atto di amore dire alle nostre figlie che cosa è davvero la vita, così potranno organizzarsi e concedersi il lusso di sognare, e magari fantasticamente ad occhi aperti e non con un libro in mano …In fondo nessun uomo potrà salvarci da noi stesse!

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