Che scarpe di amiche

by Shewolfoclock

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Oggi la mia mamma si è vista con Elena.
Quando si vede con Elena, il mondo non c’è, io non ci sono; la mamma mi infila la bottiglia in bocca, mi pulisce gli occhi forte ma guardando la sua amica, mi acceca quasi, non sa quello che fa e mi strofina con il fazzoletto del suo naso, sporco. Si va al bar sotto casa di Elena.
La mamma prima di salutarla le guarda le scarpe e mi dice “Guarda le scarpe di Elena, ti piacciono?”, come fanno a piacermi? Ogni volta che arrivano quelle scarpe io divento invisibile.

Loro cercano un posto e mi piazzano vicino, ma so che dovrò urlare e piangere per far sentire che ci sono.

Sono come pazze, si guardano con gli occhi dilatati, gesticolano, sono tutte rosse e parlano, parlano, parlano. Ogni tanto mi guardano e mi sorridono come se fossi scema, ma io non sono scema, solo che non parlo, se uno non parla è forse scemo? Allora butto la bottiglietta per terra, così la mamma si dispera, l’amica si guarda le scarpe, ha paura di sporcarle, pensa che non può muoversi.

La mia mamma anche è bella ma non si apparecchia per uscire, si tiene i miei sbrodoli sulle maniche della maglia e ha le scarpe brutte. Io butto per terra tutto, per principio, altrimenti come faccio a capire che rumore fa o che distanza c’è dal mio passeggino.

Poi faccio un po’ la nanna, la nanna ti solleva e ti riscalda, sudo, canto, tossisco, mi slappo i biscottini e li sputacchio dappertutto così mamma mi deve pulire, bevo, insomma faccio un sacco di cose mentre loro si agitano, si agitano a non fanno niente. Ogni tanto mamma dice “E’tardi!”, oppure “Mammamia non ho preparato niente oggi!”, però non succede altro.

Io quando vedo quelle scarpe so che non esisto più.

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Ci sono poi tante altre scarpe: quelle basse e senza lacci sono delle amiche che hanno bambini e allora so che qualche volta mi guardano e mi schiacciano il naso o mi dicono cose tipo “La Loretta era come te, te la ricordi?”, come faccio a ricordarmela sono già impegnatissima a imparare tutte quelle robe che devo imparare, sto adesso a pensare a tutte quelle mostre urlanti che mi vogliono far salutare.

Poi ci sono quelle con le scarpe da ginnastica, quelle mamma le vede poco, perché sono molto sportive e non si fermano mai, anche quando mamma mostra quanto sono grande, queste saltellando ci salutano e tirano dritte, altrimenti perdono il ritmo. Quando mamma le saluta è sempre un po’ triste mi guarda e dice che sono magre e ‘scottanti’, io non so cosa vuol dire, io ho dei rotolini pieni di rughette anche sotto i piedi e sto benissimo, devo essere ‘scottante ‘ anche io.

Quando parlerò, lo dirò alla mia mamma che le sue amiche sono proprio stupide.

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