VOGLIAMO, con Grace

by Marionoclock

paley tra libri

Se non conoscete Grace Paley, affrettatevi a leggerla. Nata nel Bronx nel 1922 da immigrati ebrei russi (fu sempre grata alla nonna materna che non imparò mai l’inglese e le insegnò quindi la lingua russa), la Paley fu scrittrice di racconti pluripremiati e di poesie (con cui esordì), “pacifista combattiva” come ebbe a definirsi lei stessa, e femminista.

Donna intensamente coinvolta nella sua epoca, scrittrice parca (una decina le pubblicazioni fra racconti, poesie e saggi) ritenne un piacere centrale alla sua vita la maternità che si può scegliere, e un dovere morale l’impegno civile: “A eccezione dei miei figli, che hanno rappresentato un’appassionante esaltazione della mia vita, sono stati alcuni eventi di portata nazionale e internazionale a influenzare la mia quotidianità lavorativa e affettiva” scrive nella introduzione ai suoi scritti autobiografici pubblicati in Italia col titolo di L’importanza di non capire tutto *. E gli eventi a cui si riferisce spaziano dagli anni della Guerra in Vietnam a quelli della Guerra del Golfo.

Personalmente amo più la Paley poetessa che non la narratrice di vivide storie newyorchesi molto ammirate anche da celebri scrittori. E trovo che la sua poesia non manchi di efficacia e bellezza anche quando è tradotta in italiano, grazie a una asciuttezza tipica di certa poesia americana. Come quando racconta con sorprendente semplicità di un pomeriggio senza troppa ispirazione in cui sta per scrivere una poesia invece sceglie di fare una crostata per i bambini presenti in casa perché “ho deciso di / dedicare la mattinata a un pubblico / ricettivo non voglio / aspettare una settimana un anno una / generazione che si presenti il / consumatore giusto**”.

Trovo magistrale la sua Dichiarazione della Manifestazione delle Donne al Pentagono, alla base di un sit-in pacifista di donne organizzato nel 1981. La seconda parte della Dichiarazione presenta una serie di “vogliamo” purtroppo ancora nelle nostre liste dei desideri:

“vogliamo un lavoro che sia utile a una società di buon senso”, “vogliamo che le cure sanitarie rispettino e capiscano i nostri corpi”, “vogliamo un’istruzione per bambini che racconti la vera storia della vita delle nostre donne”, “vogliamo essere liberate dalla violenza nelle strade e nelle nostre case”, “vogliamo che ci venga restituita la notte”, “vogliamo avere il diritto di avere o non avere figli”, “vogliamo essere libere di amare chi vogliamo”, “vogliamo che la corsa agli armamenti abbia fine”. E ancora: “Sappiamo che c’è un modo sano, sensato, amorevole di vivere e intendiamo viverlo”.

Leggete Grace Paley, che ne L’importanza di non capire tutto ringrazia le donne militanti di fine Ottocento, perché “hanno capito e agito per prime, incoraggiando me e altre donne ad attraversare le strade incerte dell’indifferenza, dell’esclusione e della condiscendenza”***.

*Grace Paley, L’importanza di non capire tutto. A cura di Chiara Simonetti. Einaudi Stile Libero, 2007, pag. [143]-151.

**“The poet’s occasional alternative”, in Begin Again: Collected Poems, Farrar, Straus and Giroux, 2001, pag. 147. Una traduzione italiana seguita dal testo inglese di questa poesia si trova su: http://www.gironi.it/poesia/paley.php

*** L’importanza di non capire tutto, pag. [2].

Grace_Paley bn[1]

Grace Paley, biografia

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