Hannah e le altre

by Silkoclock

libro

In questo suo libro, Hannah e le altre, dedicato alla “differenza femminile” , Nadia Fusini ci narra in modo particolare di tre donne, tre pensatrici: Simone Weil, Rachel Bespaloff, Hannah Arendt. “Pensatrici”, perché a tutte e tre va stretto, oppure lo rifiutano loro stesse, il titolo di filosofa.

Subito però il racconto di Nadia Fusini si intreccia con quello di altre figure, specialmente, ma non solo, femminili: Virginia Woolf, Mary McCarthy, Emily Dickinson, Rahel Levin, Simone de Beauvoir e altre, con il loro sguardo sul mondo.

weil_[1]

Simone, Rachel e Hannah vissero gli anni del secolo scorso in cui si espletò la forza dei totalitarismi, vissero le dittature europee, la seconda guerra mondiale, l’esilio americano. Tutte e tre reagirono interrogandosi sul ruolo della forza che si commuta in potere, in violenza. Tutte e tre opposero a questa visione del mondo la capacità di reagire attraverso la non-forza, fosse l’Amore per Simone, la poesia per Rachel, l’amor mundi per Hannah, senza che questo intendesse tradire la conoscenza, la realtà.

Simone e Rachel si confrontarono entrambe con una appassionata e lucida lettura dell’Iliade, in quanto poema della forza. L’Iliade è infatti la tragedia della forza, di come la regola, la decenza, (la democrazia?), finiscano nella rappresaglia, nell’indecenza (la dittatura?).

E ciò che cercano queste donne è difendere la dignità nell’indecenza del vivere, nel degrado.

Opporre alla forza, alla violenza la cura e la protezione, anche dice Nadia Fusini “del niente che c’è. E del niente che non c’è….una donna sa che nella capacità di fare il vuoto, di accettare il vuoto c’è la chance dell’estasi”. Insomma, la possibilità stessa dell’esistenza.

Rachel-Bespaloff9[1]

Hannah giunge alla stessa serrata analisi attraverso i testi di Kafka, come Il Castello, là dove la burocrazia si fa strumento per cancellare non solo l’identità della vittima, ma anche quella del carnefice, ridotto a puro esecutore di ordini, deprivato della sua stessa coscienza.

Trama dopo trama, man mano che si dipanano i casi e le connessioni delle loro vite che si sfiorano fisicamente e si intrecciano intellettualmente attraverso i loro scritti, queste tre donne tracciano con il loro pensiero la differenza del dire, quel “woman’s angle” su cui Virginia Woolf si interrogava,

Il libro Nadia Fusini giustamente ci dà conto assieme ai loro scritti delle loro biografie, del loro essere nella storia e esserci da donne, come imprescindibile necessità.

Simone vivrà fino all’ultimo il sacrificio di sé nella rinuncia a ogni privilegio, morirà di “digiuno”; Rachel pagherà il suo ruolo di donna responsabile della cura e degli affetti con il suicidio per troppa “stanchezza”, dirà lei; Hannah, forse la più fortunata nell’esistenza, vivrà nel continuo controllo di sé.

HannahA

Dobbiamo loro la capacità di affermare per le donne il confronto e il dialogo intellettuale, con voce originale. Forse oggi vogliamo altro, un confronto intellettuale ma anche affermare quel “woman’s angle” , quel punto di vista delle donne attraverso la vita vissuta, l’esperienza quotidiana; certo che il loro interrogarsi sulla forza è quanto mai attuale e, con altri nuovi parametri, tornato al centro degli interessi e degli studi delle donne nelle tematiche sul potere e sulla violenza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...