Heroinas

by Shewolfoclock

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Il Mutuo Centro de Arte è uno spazio espositivo, laboratorio, negozio, punto di aggregazione di arte varia nel Barrio Gotico di Barcellona.

Passa inosservato poichè è in una delle stradine forse più corte fra le molte nell’intrico del centro vecchio e pulsante di una cittá che offre molti punti di vista.

Le arti al Muto Centro sono senz’altro interpretate come veicolo per fare riflettere e porsi come stimolo più che unicamente come abbellimento o come fatto di moda.
Dal 6 di giugno espone qui un’artista femminista di Toronto, Ilene Sova con una mostra dal titolo ‘Heroinas’, avente come soggetto privilegiato donne attiviste spagnole nell’ambito della giustizia sociale.
Ilene dipinge ad olio su tela, è un’artista che coniuga il piacere e il sacro fuoco della pittura con una volontá molto evidente: fare emergere lo sconosciuto della societá, la parte oscura della forza, non perchè nera , ma perchè fuori luce dei riflettori.
La sua è una ‘teoria’ nel senso pittorico del termine, ovvero una ‘sfilata’ di personagg#e non note.

Ilene ritrae in grande formato volti di donne che lei vorrebbe fossero importanti solo per il fatto di esistere.
I suo volti sono delle specie di fototessera ad olio, tratti grossi, pennellate decise.

La donna che rappresenta non è esteticamente interessante, potrebbero dirsi tutte belle o tutte brutte, non è quello il centro dell’attenzione.
Le ‘eroine’ spagnole di Ilene sono quelle che si potrebbero ritrarre in ogni paese del mondo, come il suo Canada, dove si potrebbe ingenuamente credere che non ci sia una ‘questione femminile’ e dove invece le donne scomparse , solo in Ontario, sono state cosí tante che la pittrice ha voluto dedicarvi una mostra, quasi novella investigatrice di ‘cold cases’. “We think this is something that happens in other countries and that we’re civilized here and treat women (well) but this is happening here and nobody’s talking about it,” questo quello che dice la Sova in un’intervista.

Cosí, anche la rassegna barcellonese è ispirata a questa idea di ‘fare luce’ a chi rimane nell’ombra.
Le parole della pittura sembrano metafore della vita: luci e ombre, chiari e scuri, presenze e assenze, concretezza e volatilitá, misure.

In un’intervista Ilene dichiara ancora infatti di avere deliberatamente aumentato le dimensioni dei suoi ritratti di donna proprio per contrastare la volontá di ridurre e ‘minimizzare’ problemi, condizioni spesso troppo poco visibili.

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La cultura pop è evidente nell’uso dei colori della Sova, ma rifugge dalla semplificazione della ‘ad art’, che convince le persone alla bellezza di certo minimalismo, molto spesso tale solo per questioni economiche o di banale disimpegno.

Ilene Sova