un’estate al mare

by Saxoclock (Luisa Sax)

spiaggia--638x366[1]

Siamo  l’unica coppia di donne in questo residence vacanziero toscano e spesso anche al ristorante, se escludiamo le mamme e/o le nonne coi bambini. In spiaggia stendiamo  da due giorni le nostre stuoie, più  sdraio e ombrellini, teli di varie metrature, scarpe da acqua  e asse da mini surf, più meno al solito posto.

Anche  se la spiaggia è libera infatti, finiamo di fronte e di fianco ai vacanzieri che c’erano ieri. Una é una giovane donna  che il mattino precedente avevo ammirato perchè rimase tutta la giornata in spiaggia con solo un asciugamano, gli occhiali, un libro e un cuscinetto per la testa, al contrario nostro, che ci portiamo dietro sempre la casa…oggi però si è munita di un ombrellone, forse la nostra disordinata  organizzazione ha messo un tarlo nella sua ordinata essenzialità…peccato.

Sotto l’ombrellone di fianco, occupato da una famiglia con genitori quasi cinquantenni   e tre figlie di varie età si scatena una accesa discussione tra la maggiore che ha, sento dalla conversazione, 14 anni, e la madre, che a un certo punto, con slancio  la rassicura dicendole   che è una bellissima ragazza a cui non manca niente, fisicamente parlando, e capisco che la giovane, lievemente  pingue, se la mena (anche) per il suo aspetto non esattamente da pin up svedese…per contro, irritata,  questa  urla alla madre che è una cretina che non capisce niente, da cui partono i giusti rimproveri da entrambi i genitori,  di moderare i toni..le si rinfaccia, tra l’altro, di non impegnarsi, piuttosto, nemmeno a scuola …

Le due sorelle più piccole (10 e 8) fanno finta di niente e giocano con l’acqua e la sabbia come due estranee, mi sa che non la sopportano nemmeno loro…

Andiamo a mangiare al ristorante dove una madre non giovanissima, isterica, cerca di insegnare le buone maniere a tavola a due figli  piccoli, li sgrida per tutto il tempo del pranzo, mentre la nonna tace, fortunatamente.
Facciamo una sosta in pineta, nel dopopranzo, torniamo dopo tre ore in spiaggia e vedo che il padre e le due figliole piú giovani sono al largo a giocare col gommone, la madre legge silenziosa, mentre la quattordicenne è sdraiata, spalle al mare, ancora tutta imbronciata, incompresa. Ah, che brutta stagione l’adolescenza…

Mi chiedo come avrei gestito una eventuale mia figlia di quell’età, ricordo una frase della signora madre in questione che a un certo punto dello scontro ha detto alla figlia: «non si è fatti a caso io e il tu’ babbo tre figlioli, pensaci!»
Dunque quei due genitori hanno perseguito volontariamente un idea di famiglia e questo è quello che hanno, per ora,  in cambio: una figlia infelice, due sorelle indifferenti, un mare di spese e un monte di lavoro. Ma é una cinica zitella felice che lo dice, scusatela.

Più o meno ogni 60 secondi passa qualche venditore ambulante con mercanzie inutili da vendere e che pochissimi comprano, ci sono anche due donne senegalesi  col loro bel vestito etnico che si offrono come intrecciatrici di capelli e una signora  fa fare alla sua bambina livornese una bella mini acconciatura dakariana.

Ce ne andiamo, sono ormai le sei, domani voglio comperare una nuova stuoia sintetica colorata e i rinforzi a vite in plastica per fissare meglio nella sabbia gli ombrelloni…visto che non ho il peso della famiglia…😉