Shorts

by Saxoclock (Luisa Sax)

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Incrociando per strada, quasi in centro  città, una giovane donna  in cortissimi candidi pantaloncini e mini canotta, ebbimo, io e la mia amica , un piccolo sussulto, forse  perché  non era ancora  piena estate o forse perché la giovane,  alta  e magra, aveva tutte le carte in regola per esporsi e suscitare ammirazione, ma  per un attimo però, pensammo che «quella» era un po’ troppo ardita…se la andava cercando… ma cosa..? …lo stupro? Noo, che cavolo stiamo pensando? …noi, vecchie   femministe? …mica penseremo davvero che se la va cercando….? Apprezzamenti pesanti certo ne riceverá…chi glielo farà fare?

Anche oggi, sulla metropolitana, ma ormai fa veramente caldo, noto parecchie  ragazze  milanesi con cortissimi pantaloncini e scarpe basse da ginnastica con lustrini…sará di moda….certo sono belle da vedere, anche perché giovani e magre…io però non mi ci metterei così in esposizione, qui ormai ci sono un sacco di mussulmani, abituati ad altre mises, esageratamente pudiche, d’accordo, ma insomma non possiamo trovare una via di mezzo?

Mi viene in mente la discussione che ebbi poco tempo fa con il ragazzo egiziano che fa le pulizie nel mio ufficio: lui diceva che sua moglie è libera di vestirsi  come vuole, ma sceglie di uscire col foulard ….e che sì, lei è bella, ma non per questo deve  farlo vedere agli altri, basta che si faccia vedere da lui, questo perché  avevo avanzato il sospetto che fosse brutta e preferisse non esporsi…e io a ribattere: ma allora, se è bella, è naturale che desideri essere ammirata dall’universo mondo!

Comunque, una cosa è certa: il vile reato  dello stupro non nasce  dalla vista di una piacente ragazza in pantaloncini, di solito  nasce dall’occasione di farla franca e con qualunque donna, comunque vestita, come dimostra la cronaca mondiale quotidiana.

Una cosa devo  però confessare: ricordo che a 13 anni, dopo molte bizze e richieste insistenti, mi feci comprare dalla mamma un bellissimo paio di shorts che allora noi chiamavamo «hot pants» e che indossai  con autocompiacimento e  sfida per un paio d’anni (con la malcelata disapprovazione di mio padre)…erano quasi gli anni 70 e il mio migliore amico, qualche tempo dopo, fu un fricchettone cappellone. Per colpa dei suoi capelli lunghi venivamo spesso derisi e insultati per strada.

Se non c’è anche “provocazione” non si evolvono i costumi, come ben sanno i movimenti gay-lesbici,  ma se qualcosa migliora per un periodo, non è detto che sia per sempre, purtroppo esiste anche la devoluzione o l’involuzione e quindi ben venga ogni provocazione, soprattutto giovanile, se ci costringe a pensare e ripensare le questioni.