Il destino di Ipazia

by Silkoclock

LUZI

Nel “Libro di Ipazia” di Mario Luzi la filosofa e scienziata alessandrina diventa l’emblema del tragico conflitto tra due epoche.

Tra la frase iniziale:

“Città davvero mutata, talvolta cerco di capire/se nel tuo ventre guasto e sfatto/si rimescola una nuova vita/o soltanto la dissipazione di tutto./E non trovo risposta”,

e il finale:

“Quando si è in alto mare la luce del tramonto e quella dell’aurora non sono molto dissimili. Non so bene distinguere”.

si svolge il dramma di Ipazia, straziata e uccisa per le sue idee razionaliste e il comportamento libero dai nuovi adepti cristiani, fondamentalisti di un culto da poco sviluppatosi, ma accusata di stregoneria e riti pagani.

Ipazia-dipinto-di-Raffaello-La-scuola-di-Atene[1]

Anche questi nostri anni trascorrono in tutto il mondo tra aspirazioni contrastanti di restaurazione e liberalismo, senza poter distinguere tra  nuove aspettative che premono e vecchie oppressioni che ritornano. E sono ancora le donne in primo luogo a vivere questi contrasti sulla loro pelle, mentre:

“Non ci sono leggi che impediscano e neppure leggi che proteggano. Non ci sono leggi affatto. C’è solo chi fa la legge”.

Anche da noi in Italia la legge si rivela  inerme o repressiva, come vediamo dalle norme sulla fecondazione assistita, che gestiscono di fatto il corpo della donna, al recente controverso decreto legge sul Femminicidio.

vignetta[1]

4 comments

  1. sì, però è un punto vista diverso da quello che si potrebbe immaginare, oltre a sdrammatizzare la disumanità dell’imposizione della totale copertura del corpo…
    come donna ho però l’impressione che anche il corpo nudo, o comunque poco vestito, sia diventato una specie di divisa per noi donne occidentali, e soprattutto un’indicazione per le nostre figlie adolescenti che ancora cercano la propria identità e desiderano piacere più di quanto può succedere ad un’età più adulta. Anche se alla fine è la logica del “come tu mi vuoi” a vincere in entrambi i casi…

    • io non credo, non concordo con questa logica…tutti noi ci abbigliamo e ci prendiamo cura del nostro aspetto estetico, chi più chi meno. L’estetica è parte di noi e non va negata secondo me, e rutti vogliamo piacere a noi stessi e al prossimo, non è sbagliato. Le persone si coprono e si scoprono per i motivi che vogliono compatibilmente coi loro gusti e il posto in cui sono (è ovvio che in ufficio non andrò come in spiaggia o in discoteca). Tutti noi siamo un mix di natura, cultura e storia ma ciò non significa che siamo incapaci di decidere. Mi rifiuto di considerare “non libera” o “meno libera” una ragazza basandomi sui suoi vestiti o su quanto “copre” . Tornando alla vignetta, per quanto mi riguarda io rispetto la libertà e la cultura di entrambe, nessuna delle due è una “schiava” per me..ma rilevavo che c’è una differenza riguardo alle figlie..la figlia di una può vestirsi diversamente senza rischiare il ripudio dei familiari o peggio, la figlia dell’altra no..perchè c’è la religione di mezzo.

  2. la vignetta sulla donna in bikini e quella in niqab non convince..non c’è nessuna equivalenza perchè la figlia della donna in bikini non è tenuta a fare come la madre se non vuole essere ripudiata dai familiari o peggio (e comunque anche d’estate non ho mai visto nessuno girare in costume da bagno in città fuori dalle spiagge o da zone balneari)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...