In gioventù sono stata una ragazza del rock.

by Luisasaxoclock

In gioventù sono stata una ragazza del rock.

Ho co-fondato la prima punk rock band tutta femminile di Milano e forse d’Italia. Suonavo un grosso sax dorato e mi vestivo con pantaloni aderenti di finta pelle nera e sciarpe di tulle rosa, calcavo sgangherati palcoscenici in equilibrio precario su vertiginosi tacchi a spillo, ma non ero una brava musicista.
Desideravo solo rompere un tabù, sfidare le consuetudini che volevano noi ragazze silenti, sedute nelle, allora tipiche, cantine-sale prova a farci friggere i timpani dagli assoli scomposti ma a tutto volume dei nostri ” uomini ” che facevano gli artisti e suonavano il rock.
Volevo anche io essere artista, aizzare le folle (più o meno) far vedere che le donne, se volevano, erano alla pari.

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Per fortuna le ragazze che poi formarono il gruppo Clito (1978-1980) musicalmente erano più dotate di me e fummo spesso ammirate nelle nostre esibizioni, magari non le prime, che furono soprattutto esibizioni di coraggio e sfida al sistema musical-rock-machista italiano.

Piano piano col passare degli anni il mio entusiasmo per il rock è calato. Proprio ieri ho guardato sul mio ipad l’ultimo concerto di Lady Gaga all’Itunes festival di Londra e mi è parso un po’ assurdo e fuori tempo massimo l’eccessivo entusiasmo di Gaga verso il solito rito del cosiddetto “bagno di folla” più o meno adorante, di ragazzini e ragazzine molto coinvolti ed emozionati e che forse preferirei, invece, vedere sulle barricate, a combattere incazzati contro un sistema che, come al solito li sta fregando.

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Il rock serve alla rivoluzione?
Cantare e suonare al massimo volume, usare alcool e droghe più o meno leggere, gestire malamente il sesso e il piacere… la mia generazione lo ha già fatto. Visti i nostri risultati, deve per forza farlo anche questa?
D’accordo, un festival è una festa, la musica va bene, per carità, ma è la sottomissione beota all’istrionismo autoreferenziale del miliardario/a rockettaro/a di turno che mi infastidisce, cioè ormai mi fa ridere…non più santi nè eroi…”…sono solo canzonette, non mettetemi alle strette…”
Però, a volte le canzonette rimangono nel cervello per anni…