Un Gelsomino Triste

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by Shewolfoclock

 Un’altra volta due donne, un’altra volte delle donne che si interrogano senza risposta.

Jasmine e Ginger sono sorelle non biologiche, ma sorelle comunque, con gelosie, senso di responsabilità verso l’altra, complici e poi infine divise, ma consapevoli del reciproco attaccamento.

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Uomini: vari, ma ripetitivi nella loro univocità, non si pongono domande, agiscono, prevalentemente male.

L’unico che agisce con ragione e sentimento in equilibrio viene ingannato, da una donna al capolinea che tenta la rimonta, Jeanette/Jasmine, che cerca nell’esoticità di un nuovo nome lo smalto perso a causa delle vicissitudini legate alla spregiudicatezza del marito.

Non c’è riscatto vero per la donna ‘scaricata’ dal bel mondo, dalla famiglia, dai suoi sogni.

La solitudine non è solo interiore, ma manifesta, Jasmine parla da sola, un monologo ‘esteriore’ che la aiuta  a dirsi le cose come stanno, ma anche reimmergersi in un mondo fatuo che non frequenta più.

Se da questo film desideriamo qualche spunto di riflessione sulla condizione femminile, tratteggiata da un uomo, e Woody Allen lo sa comunque fare, ne abbiamo per l’ennesima volta la riconduzione a due modelli: Jeanette/Jasmine che si ribella e, fino dove ci conduce il film , fallisce, e Ginger, che si ‘accontenta’ di un uomo semplice, che dice di amarla, ma che per gelosia la maltratta, invade la sua casa per vedere la partita con gli amici, incurante dei bisogni della ‘sua’ donna.

2013: nulla di nuovo sul fronte.

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