Le Musiciste di Auschwitz

By Marionoclock

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Ricordate il film del 1980 “Fania – Playing for Time” con Vanessa Redgrave?

Sceneggiato per la Tv da Arthur Miller, narra la storia dell’unica orchestra tutta femminile mai esistita  nei campi di concentramento nazista, storia raccontata a sua volta da Fania Fénelon, sopravvissuta  ad Auschwitz-Birkenau.

Fania fu deportata ad Auschwitz nel gennaio del 1944 e grazie alle sue doti da cantante e pianista entrò a  far parte dell’orchestra voluta dal maggiore delle SS responsabile del campo.

L’orchestra, composta da 47 prigioniere e diretta da Alma Rosé eccezionale violinista ebrea nipote di Gustav Mahler, aveva il compito di accompagnare le detenute al lavoro, “accogliere” ogni nuovo arrivo di deportati, e suonare per gli ufficiali SS ogni qualvolta lo richiedessero.

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La musica fu il vero linguaggio che accumunò queste donne che provenivano da ogni parte d’Europa. Le orchestrali provavano e riprovavano il loro repertorio fino allo sfinimento, e in condizioni già molte dure: sapevano che solo l’eccellenza nell’esecuzione avrebbe risparmiato loro la selezione per la camera a gas.

Per Fania la musica era un modo di far passare il tempo-non tempo ad Auschwitz, e soffriva per il fatto che fosse destinata a un pubblico di assassini, a quegli ufficiali tedeschi capaci di commuoversi all’ascolto di note suonate in modo sublime da un gruppo di donne stremate e di non provare nessun sentimento mentre ne mandavano ogni giorno centinaia alla camera a gas.

Durante tutto il tempo della sua detenzione, Fania lottò duramente per sopravvivere e testimoniare al mondo gli orrori dei campi di sterminio.

E la musica salvò Fania, che molti anni dopo la liberazione raccontò la verità dei campi nel suo diario, “Ad Auschwitz c’era un’ orchestra”.

Il diario di Fania,  Ad Auschwitz c’era un’orchestra, è stato pubblicato in Italia da Vallecchi Editore nel 2008.