Ho visto mia figlia ballare

by AnnaGoclock

One Billion Rising, così si impara a ballare per la giustizia


Quest’anno ho ripassato i passi di “Break the Chain”, seguendo il tutorial sulla 27esima ora, ma non ce l’ho fatta ad essere fisicamente presente in Piazza Duomo.

A casa parlo alle mie figlie del Vday solo da due anni a questa parte, da quando ho cominciato io stessa ad informarmi e ad occuparmene e le più piccole mi osservano interrogative, ma con la più grande è tutta un’altra storia.

Grazie anche alla sua scuola e alle insegnanti che ringrazio, lei c’era in Piazza Duomo e ballava con quel suo modo leggero di inclinare il capo e tutta quell’energia che fa sprizzare dal suo piccolo corpo magro e dai lunghi capelli con i quali si agghinda.

Quando è rientrata mi ha mostrato il video ripreso dal suo ragazzo e io mi sono sentita orgogliosa di lei, ma anche di lui.

E non perché voglio loro bene, ma perché c’erano entrambi e perché sapevano cosa stavano facendo e lo facevano insieme.

Questo post non ha immagini perché vi chiedo di immaginarli, di pensarli, di sognarli, un ragazzo e una ragazza insieme a ballare nel gruppo contro la violenza inimmaginabile, contro le connivenze devastanti, contro la normalità del sopruso.

Con i loro sorrisi, le loro speranze e tenerezze, ma anche la volontà e la consapevolezza di doversi occupare in prima persona del mondo e dei suoi drammi.

Con il loro piccolo contributo per ristabilire un vero equilibrio di genere. Magari è solo un ballo…no è molto di più.

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