Piaceri e non

by Luisa Sax

Ricordo che da molto giovane ebbi difficoltà a godere le “gioie del sesso” poi sperimentai un periodo mediamente sessuato, con punte anche estreme e successivamente, ora, dopo la menopausa, un nuovo periodo asessuato.
Immagino che, magari tra qualche lustro, rimanendo viva, potrei cambiare ancora…come giá mia madre, a cui la demenza ha ridato prestanza…
Nel primo periodo giovanile mi specializzai nel dare piacere agli altri, così si confondevano e non badavano troppo a me, che facendo sesso non ne provavo, cosa che mi faceva sentire piuttosto frustrata diversa e anomala, con l’ombra dell’infamante aggettivo “frigida” che si allungava minacciosa.

Col femminismo mi rinfrancai: scopersi che molte donne non erano frigide, ma che esisteva un orgasmo clitorideo ed uno vaginale…finalmente, verso i 30 anni, riuscii a giocare con l’uno e con l’altro, scopersi inoltre che certe molle scattavano, senza evidenti perché, con alcune persone sì e con altre no, indipendentemente dal “gender” della controparte, ma con me stessa e le mie segrete fantasie, scattavano sempre, quindi ero sessualmente molto autoreferenziale.
Per un paio d’anni vissi persino nel “poliamorismo” ma alla fine fu troppo faticoso e scelsi la “solitudine produttiva” che mi portò a calcare nuovamente i palcoscenici e a raccogliere “allori sostitutivi”.

Improvvisamente però, dopo la menopausa e cambiamenti ormonali conseguenti (adesso) nessuno più mi attizza in senso fisico, né mi vengono in mente fantasie sessuali.

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Un po’ mi dispiace,
mi sembrò anche parecchio strano all’inizio,
ma ora mi ci sono abituata,
penso che sia normale, la chimica non è un’opinione,
inoltre ciò non inficia la mia capacità di relazionarmi
affettuosamente con chi mi piace e amo.