Christina G. Rossetti, Un’altra primavera

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Se mai vedrò un’altra primavera
non aspetterò i fiori dell’estate:
avrò subito il croco,
il mezereo rosso senza foglie,
i bucaneve venati di gelo e, raffinatezza estrema,
le violette bianche o azzurre,
la primula annidata tra le foglie:
tutto quanto sboccia subito, non tardi.

Se mai vedrò un’altra primavera
ascolterò gli uccelli diurni
che fanno il nido, cantano e si accoppiano,
non aspetterò l’usignolo solitario.
Ascolterò le greggi feconde,
le pecore con i bianchi agnelli,
saprò riconoscere la musica nella grandine
e in ogni vento che soffia.

Se mai vedrò un’altra primavera –
pungente commento al mio passato
tutto ridotto a un “se” –
se mai vedrò un’altra primavera
riderò oggi, l’oggi è così breve,
nulla aspetterò:
userò l’oggi che non può durare,
sarò contenta oggi e canterò

If I might see another Spring
I’d not plant summer flowers and wait:
I’d have my crocuses at once,
My leafless pink mezereons,
My chill-veined snowdrops, choicer yet
My white or azure violet,
Leaf-nested primrose; anything
To blow at once not late.

If I might see another Spring
I’d listen to the daylight birds
That build their nests and pair and sing,
Nor wait for mateless nightingale;
I’d listen to the lusty herds,
The ewes with lambs as white as snow,
I’d find out music in the hail
And all the winds that blow.

If I might see another Spring—
O stinging comment on my past
That all my past results in “if”—
If I might see another Spring
I’d laugh to-day, to-day is brief;
I would not wait for anything:
I’d use to-day that cannot last,
Be glad to-day and sing.

21 marzo giornata internazionale della poesia