FEMM-in-IL-e

by Luisa Sax

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La cosa che più mi ha impressionato nel pezzo sul femminile di Anna G. è in realtà la testimonianza della pochezza umana e scarso senso di giustizia degli “addetti ai lavori” che affiora dai racconti di vita vissuta, nelle prime fasi lavorative dell’acerba avvocata: se questi sono mediamente i nostri giudici, Dio ci scampi dalla giustizia terrena, tanto più pensando ai lauti stipendi che questi presunti “Super partes” intascano.

 

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Pensare che si possa perdere una causa, magari avendo ragione, perchè il proprio avvocato è troppo donna o troppo giovane o il giudice ha interessi trasversali, o frustrazioni personali, non è rassicurante (ma lo si sospettava)
Per quanto più specificatamente riguarda il genere femminile, è pur vero che la panettiera, la contadina e la dottoressa sono termini ben accettati, mentre muratora, idraulica, saldatora, capa cantiere sembrano quasi contronatura, causa rarità di incontri.

Personalmente anche io, 30 anni fa, facevo fatica a dire al citofono: ” Sono la postina c’è una raccomandata da firmare” temevo pensassero a uno scherzo (eravamo poche) ma ora tutti mi individuano come “ la nostra postina “ che arriva in bici, magari è un po’ lenta, ma è gentile e incasella sempre, mentre i suoi colleghi uomini scappano via subito e non incasellano.

 

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Ecco, in alcuni casi le donne godono di una maggiore credibilità e affidabilità e, se fanno bene i ruoli ritenuti maschili, ispirano spesso fiducia e simpatia, ovviamente al netto delle battutine provocatorie che non mancano mai, se però lavorano male, allora il pubblico è curiosamente meno indulgente nei loro confronti, infatti è più irritante una donna lazzarona, disordinata o incapace e si ha meno pazienza a sopportarla.