pas à deux

By Silkoclock

diario

Per scrivere bisogna essere liberi, avere la testa sgombra, certe volte questo riesce anche in mezzo agli affanni come diceva Caterina da Siena chiudendosi nella “cella del cognoscimento”, nel proprio isolamento mentale. O davvero come dice Alessandro Baricco “scrivere è una forma sofisticata di silenzio.”

Ma realmente per scrivere bisogna essere soli? So che si danno forme di scritture a due mani e ricordo, negli anni universitari, stesure di report a due, tre voci, dopo aver discusso, dibattuto e convenuto su ogni frase.

E leggere ha modalità collettive? Penso alle letture ad alta voce, così tanto praticate in passato e che tornano con le nuove esperienze della poesia sonora o declamata o nelle letture pubbliche della Divina Commedia di Vittorio Sermonti  e altri. O la lettura partecipata di social network, chat, blog.

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Certamente entrambe chiedono una modalità di partecipazione, un pubblico, un tu.

Perfino il diario è una forma confidenziale, tenere un diario infondo comporta della delazione verso se stessi… Un nostro personale filo del discorso che si tiene in equilibrio come un pas à deux ballato da uno solo.

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