Ciò che raccontò il cameriere del Cafè Metropolis di Atene

 by Silkoclocktavolo in mare

Afa di mezzo luglio, quaranta gradi, pieno di gente al Caffè del Porto a Canea a Creta. Tutti eravamo nervosi e irritabili, sull’orlo di una crisi di nervi.

Come quei due, lei bionda lui moro. Si bisticciavano e si pizzicavano, a parole, a occhiate, a gesti. Vestiti eleganti di lino spiegazzato, lui in bianco, lei in azzurro. Di colpo lei s’alza e s’alza anche lui. Prendono il tavolino e scendono verso il molo.

Così, tutti vestiti, sono entrati nel mare e hanno appoggiato il tavolino. Lui è tornato indietro e, da perfetto gentiluomo, ha preso le sedie e ha fatto sedere la sua dama, così in mezzo al mare. Poi si è seduto anche lui.

La gente dal Caffè rideva divertita, gridava: Bravi! Evviva! Io esterrefatto, non sapevo che fare. Ho preso tovaglia e tovaglioli e sono entrato nell’acqua a apparecchiare.

Loro due che non la smettevano di ridacchiare e baciarsi, i clienti che applaudivano. Sono tornato indietro, ho preso un vassoio con due calici e una bottiglia di Champagne. Sono entrato nell’acqua a servirli, mentre loro mi facevano festa e prosit verso la gente che guardava.

E la gente del Caffè ha preso i fiori che erano sui tavolini e ce li ha lanciati, come un omaggio. Poi altre tre coppie han preso sedie e tavoli e sono scese in mare.

Quel giorno, vi dico, sembrava tutto un cinema.

musici in mare

 

 

 

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