# Preparate i cervelli…- # Prepare your brain

Un ardito pensiero mi frulla per la testa…

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……pare che una regola base del messaggio pubblicitario sia quella di non parlare delle caratteristiche del prodotto, ma della sua funzione ed utilizzo.

E in questo caso?

Provo a tradurre lo slang pubblicitario del messaggio che accompagna l’immagine:

 Gli uomini sono meglio delle donne!   Al chiuso le donne sono utili – perfino piacevoli. In montagna però sono proprio una gran rottura. E quindi non te la trascinare  dietro in arrampicata soltanto per mostrare quanto ti donano i tuoi maglioni Drummond. Non è necessario. Questi ti stanno a pennello in ogni occasione. Credimi!  Fatti interamente a maglia con la lana pettinata più pura, più calda… Bottoni di vero osso. Tutte le taglie. Colletto alto sulla nuca. Taschino laterale. Non c’è di meglio….il tutto per soli 25 dollari…

 

 

Da bambina pensavo seriamente di vivere nella migliore società del mondo, pensavo di essere libera e rispettata, come donna e come persona.  Quando il sesso è entrato nella mia vita, e precisamente quando la società ha cominciato a trattarmi come un essere sessuato ed a modulare le sue aspettative e richieste nei miei confronti sulla base del mio sesso genetico, ho candidamente scoperto che non è così.

E anche prima non era così, solo che io non potevo vederlo, non me ne accorgevo. Sono stata educata all’autonomia ed al rispetto tra uomini e donne, la mia bambola preferita aveva una tuta blu da operaia ed i capelli sempre scomposti, ma divertivo anche a fare all’uncinetto costumi da bagno alla Barbie e ad auscultarle il cuore con il fonendo e la diagnosi – giuro! – era troppe tette, pesano!

Il mio giocattolo preferito era una pista con le macchinine  – io contro mia sorella, e  tutte e due contro mio padre ! – e avevo una pentolina di acciaio vero in cui mi cuocevo da sola le uova al burro e la pizza quando mia madre la faceva in casa per tutti noi.  Leggevo molto e volevo studiare molto, viaggiare molto e amare molto. Quindi mi vedevo davanti alla macchina da scrivere con marmocchi di numero imprecisato intorno, un po’ sporchi e poco vestiti ma sani e felici. Non ho mai immaginato il mio matrimonio, ma sapevo che avrei avuto un compagno amato.  Non pensavo che persone sconosciute avrebbero potuto scrivere e farmi leggere che io valgo meno di un uomo, che in casa sono utile e piacevole, ma non sono capace di arrampicare, come di fare qualsiasi altra cosa e che sono una lagna, un peso, se va bene una rottura di scatole….Non pensavo che quando ho cominciato il mio lavoro avrebbero cominciato a chiedermi e adesso allora ti sposi? Adesso guadagni e puoi mettere sù casa. Invece di chiedermi come andava il lavoro, se ero felice, se mi sentivo realizzata. E dopo che mi sono sposata, hanno cominciato a chiedermi quando facevo dei figli, e/o perché non li facevo. Un mio collega più anziano corse dal capo a dire che ero incinta e quindi di spostarmi dal posto che occupavo, quando chiesi un permesso per andare a fare delle analisi del sangue. Il capo stava per complimentarsi con me quando gli dissi a muso duro che si trattava di analisi di campioni per le difese immunitarie e non dimenticai molto presto la sua espressione. Fu molto deluso dal fatto che io non aspettassi un bambino. Per levarmi dai piedi dovette estenuarmi con bugie e macchinazioni varie, e montare un litigio che si basasse sulla sua parola contro la mia.  Ovviamente lui era un uomo e più anziano, anche se aveva torto aveva più ragione di me. Lasciai che mi spostassero dal quel tanto ambito posto senza difendermi più di tanto e che ci mettessero pure  chi – meno qualificato e capace di me –  fosse in grado di sopportare e accettare quello che io non avevo tollerato, una che pensava che è così che si fa carriera e se io non lo capivo, insomma nulla di personale era solo per il bene dell’ufficio.

Pensavo. Pensavo. E adesso penso ancora, cosa c’entra la mia storia con queste pubblicità? Beh, secondo me c’entra. Quante pubblicità sessiste sono davvero scioccanti e violente nei confronti delle donne e lo sono in un modo del quale proprio non si capisce il motivo, assolutamente gratuito? Quanto a lungo ci è toccato arrampicare da sole mentre gli altri, e a volte anche le altre, ci prendevano in giro? Perché il mio collega faceva coincidere la mia eventuale maternità  all’incapacità di svolgere il mio lavoro e quel preciso incarico? E meno male che stavo nel pubblico, altrimenti mi avrebbero licenziata, posso solo dedurre che sarebbe andata così… Io queste pubblicità le ho scoperte relativamente tardi e per un po’ di tempo ho minimizzato/ rifiutato anche io di fare collegamenti, ma poi con Womenoclock abbiamo capito che bisognava rifletterci seriamente sopra e preparare i cervelli ad accettare il messaggio e le sue conseguenze, a leggere in prospettiva la nostra educazione, le sollecitazioni ai ruoli di genere, le possibilità che abbiamo avuto e quelle che ci sono state interdette, e quale idea di donna è stata creata per noi e per gli uomini come se fosse l’unica, la sola, quella giusta ….

 

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Lontane dal Paradiso, The Social Stone, Via Gorizia, 18

19 luglio 2014  –  20 settembre 2014