Daniza nel Paese delle Mamme

by MBRO’Clock

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Che soggetto, Daniza, che si trova nel paese più gettonato per le mamme a dover scappare per aver reagito, proprio come fanno tante mamme quando vedono i loro cuccioli in pericolo…

Soggetto di accesi dibattiti, manifestazioni, conversazioni al bar, al ristorante, a cena tra amici, con tanto di presa di posizione. E lei, ignara di tutto questo, gira ancora con i suoi cuccioli al seguito (non indisturbata, certamente, schivando trappole sia di giorno che di notte). Ma lei è una mamma come tante altre, preoccupata per la sorte dei suoi bambini: cerca di attrezzarli e di prepararli per la vita nei boschi Trentini o un po’ più in là, li nutre e li coccola, li difende egregiamente da quelli che li guardano un po’ troppo e in modo inquietante (che mamma non lo farebbe?).

 

images-22Daniza nel Paese delle Mamme, proprio come le mamme della specie umana, come la figura sociale della “mamma”, è un soggetto politico. Un soggetto delicato, perché la si vorrebbe in giro con tanto di cucciolata pelosa e graziosa, ma dopo non ci si attrezza per accoglierla, la si getta nell’ambivalenza di un’eterna discussione tra gruppi a confronto, si cerca di creare le condizioni perché avvenga la “conciliazione” tra i suoi bisogni e quelli di coloro che l’hanno “introdotta” in società, che le hanno creato le condizioni per la riproduzione, ma fermandosi proprio lì. Una volta creata la bella famiglia è l’orsa quella perseguitata, che si guarda attorno con sospetto cercando di conciliare il senso del suo essere qui-ora-mamma e il suo bisogno di libertà, di crescere i suoi cuccioli in sicurezza e di occuparsi di loro senza soccombere, schivando le trappole.

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Ma non sono sicura che ci sia una vera preparazione per accogliere queste mamme di ogni specie. Manca ancora. Troppo vuoto, troppe parole, troppa demagogia attorno a questa figura. Vale il paragone? E’ una forzatura? Pensiamoci. Magari sì. Ma potrebbe costituire una metafora, proprio nel Paese delle Mamme, che di grandi discorsi ne sa qualcosa. Daniza nel Pese delle Mamme è, per me, una metafora. Io sto con Daniza, non perché ci sia bisogno di prendere “le parti di…” (il che è di per se una vera e propria trappola retorica e sociale, come minimo), ma perché sto con quella maternità che si manifesta in modi che fanno pensare, che fanno riflettere.

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Perché è ingiustamente chiusa tra due o più fuochi e cerca di cavarsela, perché comunque sta rispondendo al mandato di chi ha deciso (politicamente) di farla nascere, crescere e riprodursi qui, e perché come tante madri, fa equilibrio in questa vita di conciliazione tra quello che deve fare e l’istinto viscerale di proteggere e proteggersi.

E, soprattutto, perché mi piacciono tanto le metafore.