Daniza nel Paese degli Eufemismi

By MBRoclock

Daniza nel Paese degli Eufemismi

(un eufemismo non è una metafora)

(per chi volesse leggere la prima parte, cercare “Daniza nel Paese delle Mamme”, postato la settimana scorsa su questo blog).

TG Sky24, 10 settembre 2014: si parla di una donna che ha accoltellato il marito, sfinita dopo tanta vita di violenza. E si dice: “la donna era stata più volte ricoverata in ospedale a causa dei continui litigi”. No. Scusatemi. Una donna non viene ricoverata in ospedale “a causa dei continui litigi”: viene ricoverata in ospedale a causa dell’essere stata massacrata di botte, di calci, di pugni, a causa della violenza. Un TG che lo dica in questi termini quando la donna è ancora viva? No.

Questo si dice quando la donna è ormai morta e si possono utilizzare queste frasi contro l’orco di turno; nel frattempo, un’ospedalizzazione può avvenire anche per un litigio, il che presuppone una parità nella relazione tra i litiganti. Non c’è vittima. Uno dei due finisce in ospedale. Ma guarda caso, è quasi sempre una donna. Eufemismo numero 1.

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Diversi giornali trentini, 11 settembre 2014: l’orsa Daniza è morta. Indignazione. Ma Daniza, che ultimamente aveva fatto strage anche in una stalla, era diventata scomoda.

Inutili i tentativi di ingannarla, lei raggirava tutte le trappole, cercava di sopravvivere anche con questo pericolo che la perseguitava. Molti gli schieramenti in suo favore, anche nomi eccellenti. E poi, la notizia: è morta perché “non ha retto l’anestesia”! Il Trentino non ne esce indenne da questa vicenda: comunque sia, era un’orsa scomoda che metteva in discussione un sistema in cui mancano i presupposti per reggere una situazione creata dell’uomo. Ignoranza, questa è la parola che uccide donne di ogni specie, e mi si permetta il paragone. Daniza è stata uccisa dall’anestesia. Eufemismo numero 2.

E se così fosse, restano da approfondire le cause, ma comunque ci si può interrogare sulla perizia ed efficienza di chi porta avanti questi bei progetti di cui gli animali sono vittime ignare, intrappolati in un perverso doppio senso tra il marketing e la scarsa responsabilizzazione. Un sistema non all’altezza di quello che produce, di quello che genera. E non ci si prende una vera responsabilità sulle questioni che ci riguardano.

Noi donne di ogni specie, in Italia, dovremmo fare di più per schivare gli ostacoli di chi costruisce le nostre storie a colpi di eufemismi che ci rendono vittime e allo stesso tempo ci fanno sparire in una marea di parole carenti di senso, di significato. Parole, eufemismi che ci fanno smarrire in una rete spaventosa di complicità nascoste ma ben visibili. Daniza nel Paese degli Eufemismi non scappa a questo destino comune a tutte. E, come tante donne di ogni specie, non ha vissuto abbastanza per vedere i suoi cuccioli andare via in libertà dopo la prossima ibernazione. Non ha vissuto abbastanza per vedere qualcosa cambiare per lei, per la sua di libertà. Magari un po’ di coerenza e di rispetto per una morte che resta senza una spiegazione che si possa almeno credere, questa volta senza eufemismi. Oggi non c’è spazio per le metafore.

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