Gli ardenti papaveri dei tuoi baci: Forough Farrokhzad.

by Shewolfoclock

Forough Farrokhhzad 1

In Italia non forse così ascoltata, ma ancora oggi una delle più forti della lirica iraniana, la voce di Forough Farrokhhzad, giovane regista-poetessa di Teheran, morta troppo precocemente per godere appieno dei frutti della sua coraggiosa semina.
Arriva a noi ‘provinciali’ in una sera di novembre, attraverso la testimonianza del suo figlio adottivo Hossein Monsouri, artista eclettico, personaggio originale in continua riflessione sulla sua straordinaria vicenda umana.

Forough è una giovane intraprendente, antesignana dei movimenti femministi europei, nell’Iran degli anni ’60, quando visita un lebbrosario a Tabriz, sul quale vorrebbe girare un film, che uscirà poi col titolo ‘ Khanè siyah ast’ (‘La casa è nera’), e viene folgorata dagli occhi di un bambino.

ForoughHosseinQuesto bambino attonito seguirá Forough durante una notte e verrá da lei condotto nel Westend di Teheran, dove comincerá una nuova vita.
Tutto questo lo veniamo a sapere attraverso il docufilm voluto da quel bambino, ora adulto,

Hossein Monsouri, figlio adottivo di Forough, e realizzato nel 2008 insieme al regista Claus Strigel: ‘Mond Sonne Blume Spiel – Ein wahres Märchen’ (‘Luna, sole, fiore, gioco – una fiaba vera’) presentato il 13 novembre di quest’anno a Bolzano per iniziativa del Centro per la pace del Comune.

Fourogh Farrokhzad è personalità dirompente, eclettica, appassionata di vita, libertà e sentimento, cose che spesso insieme si guadagnano e insieme, troppo spesso, anche si perdono.

Lascia un’eredità poetica molto forte, solcata da simbologia, ma anche da pensieri espliciti, contrari a ogni istituzionalizzazione dei sentimenti, dal forte afflato erotico.
La sua lirica è perciò rivoluzionaria, sia in quanto di donna-poeta (in quel luoho e in quel tempo), sia perché fa coincidere la libertà di decidere, se e chi e come amare, con la libertà in senso più esteso, per nulla scontata in stati soggetti a una notevole influenza religiosa, che oscillano fra aneliti di ribellione e rassegnata obbedienza.

Forough Farrokhhzad 2

‘Io non parlo di un fragile legame tra due nomi
Né di un vincolo nelle pagine lise di un registro.
Io parlo dei miei voluttuosi capelli
E degli ardenti papaveri dei tuoi baci,
Dell’intimità clandestina dei nostri corpi
E della nostra nudità che riluce
Come le squame dei pesci nell’acqua.
Io parlo della vitalità argentina di un canto
Che una piccola fontana intona all’alba.’