Cronaca di un giorno qualsiasi

by Silkoclock

Un giorno qualsiasi, di un mese qualsiasi, di un anno qualsiasi, in un posto qualsiasi, una giovane famiglia qualsiasi.

Un giorno qualsiasi, tornando a casa dal lavoro, un marito qualsiasi, aprendo la porta di casa del proprio appartamento, dove vive con la moglie e la piccola figlia, trova la giovane moglie e la piccola figlia sedute sul divano, in salotto, davanti alla Tv accesa.

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Un giorno qualsiasi di un mese qualsiasi (era il 27 settembre) di un anno qualsiasi in un posto qualsiasi (era il 1990 e la città era Firenze) una giovane famiglia qualsiasi (era la tua famiglia).

un giorno qualsiasi tornando a casa dal lavoro un marito qualsiasi un giovane architetto della Sovrintendenza un giovane uomo qualsiasi

aprendo la porta di casa

dove vive con la moglie la giovane moglie e la piccola figlia una bambina di due anni

trova la giovane moglie e la piccola figlia sedute sul divano in salotto davanti alla televisione accesa

immobili e morte

Lei ha sparato alla piccola dopo averla addormentata con un calmante e poi si è uccisa sparandosi – con una Colt calibro 357 magnum: tanto per non sbagliarsi.

Quello che accade dopo è la storia di ordinaria burocrazia, cronaca di giornale che si accanisce sul particolare, o di un dolore tanto grande e incapace di senso da non lasciare traccia apparente.

E’ lo strazio controllato e razionale di chi agisce senza che le azioni abbiano altra importanza che quel punto irriducibile, quell’incontro essenziale con l’assenza di senso.

Curò ogni circostanza, ogni particolare, con premura maniacale. Meno le cose avevano per lui significato più le curava.

Nella bara della piccola accanto al suo orsetto di peluche mise una cassetta con registrate le fiabe che lei amava e la sua voce di bimba; nella bara della moglie le poche lettere che si erano scambiati e i suoi disegni di ragazza.

Due mesi dopo, una mattina, lo trovano nella sua auto sulla collina di Fiesole. Si era sparato. Ovviamente.

Da quella curva il panorama si apriva meraviglioso.

Appena sopra, il convento dei frati nascosto da un piccolo boschetto mediterraneo, dove la primavera è un tripudio di iris azalee e rose nel giardino all’italiana, aperto come un balcone verso la città. Era dicembre, quasi inverno, e il cielo era straordinariamente azzurro. Ma anche quello era un giorno qualsiasi.