Una, due, tre, anzi no ….una moltitudine di donne

aereo

by Marionoclock

Le coincidenze sono solo tali?

Dirottata su un volo verso Seattle a causa di una tempesta di neve in corso a New York, mi sono ritrovata seduta al fianco di una donna dai modi affabili, solare e loquace, che si è rivelata essere una regista di documentari, Lisa Gossels. Ebrea newyorchese, pluripremiata, mi ha parlato a lungo del suo lavoro. Il primo, Children of Chabannes, vincitore di un Emmy, narra la storia realmente accaduta di 400 bambini ebrei salvati dagli abitanti di un villaggio francese durante l’occupazione nazista. Fra questi bambini c’erano il padre e lo zio della regista, nati a Berlino ma mandati dalla madre in Francia nel 1939 per sfuggire alle leggi razziali. Grazie alla generosità dei francesi, oggi il padre della regista è vivo ed è un famoso avvocato.

Lisa

L’ultimo film a cui Lisa Gossels ha lavorato, My So-called Enemy, è uno studio durato sette anni, durante i quali la regista ha seguito le vite di sei adolescenti palestinesi ed israeliane impegnate in un tentativo di comprensione reciproca dopo avere partecipato a un programma di leadership femminile intitolato “Building Bridges for Peace”. Data l’attualità del tema, Lisa viene invitata in varie Istituzioni americane a parlare del messaggio del suo film e a tenere seminari sulla convivenza civile e sulla costruzione della pace. Quando l’ho incontrata, Lisa stava andando appunto a incontrare gli studenti e le studentesse di un College nello Stato di Washington.

Il secondo felice incontro con un’altra regista, sempre newyorchese, si è svolto invece mentre ero in volo da San Francisco verso New York. Alla mia sinistra, e per un anomalo scambio di posti, era seduta Melissa Donovan, ex-camerawoman passata alla regia e anche lei premiata più volte per il proprio lavoro.   Melissa mi ha raccontato del film appena terminato, Zemene , la cui realizzazione ha richiesto molti anni di riprese in Africa.

Melissa

Zemene, nome che significa “Momenti dorati”, è una bambina etiope vivace ed intelligente di 10 anni alle prese con un grave problema di cifosi e malnutrizione, quindi con poche speranze di avere una vita sana e lunga. Per puro caso (ma il caso esiste?) incontra un medico americano ebreo che la prende in cura e che inviandola in città lontane per operarla cambierà per sempre il suo destino. Cinque anni dopo, infatti, tornando al villaggio nativo, Zemene si ritrova con la consapevolezza che molto può essere fatto per alleviare le vite di sofferenza dei suoi simili, e ed è oggi quindi decisa a studiare medicina. Per aiutarla nel suo intento, Melissa Donovan ha aperto una raccolta fondi (http://zemenefilm.com/donate) a cui tutti possono contribuire.

Io in viaggio di piacere con tre amiche, due registe di film documentario con protagoniste delle donne, un’amica docente di Cinema negli Stati Uniti a cui chiedo di invitare le due registe per uno scambio di idee con i propri studenti…quando si tratta di donne la moltitudine è una sola cosa davvero.