Anche le Barbie …

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by Marionoclock

Alzi la mano chi fra le viaggiatrici non abbia sognato almeno una volta, almeno da ragazzine, di essere una hostess di volo.

Alte, belle, longilinee, sexy nelle loro divise con gonna a tubino e foulard in tinta, i collant velati e i tacchi alti, i capelli raccolti in chignon elegantissimi e le labbra cariche di rossetto carminio, queste creature fantastiche parevano a me, bambina, delle bambole in carne e ossa.

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Avendo iniziato a prendere aerei all’eta di 4 anni, queste donne impeccabili nelle loro uniformi hanno incarnato a lungo il mio desiderio di bellezza combinato con la giusta dose di avventura.

Fu mio padre a infrangere il mio sogno: “Sono semplicemente delle cameriere che lavorano in alta quota”, mi disse, togliendomi prosaicamente per sempre l’illusione che le hostess fossero modelle prestate alle compagnie aeree per rendere più gradevoli ai passeggeri e alle passeggere le lunghe ore di volo…

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Di recente, in viaggio con delle amiche, mi è capitato di prendere 5 diversi voli in pochi giorni. E come molte altre persone che viaggiavano con me e di cui ho colto sguardi e commenti, mi sono accorta che le hostess sono cambiate.

Forse complice la crisi, lo scarso turn-over, i rischi connessi alla professione, ma di donne giovani, bionde e sottili neppure l’ombra. Le 20 diverse hostess che mi hanno coccolata con caffè, snack salati e insalate di pollo, sembravano avere tutte più di 45 anni, avevano scarpe col tacco medio-basso, capelli non proprio freschi di parrucchiere e – oh! – indossavano pantaloni al posto della mitica gonna fasciante che un tempo arrivava appena sopra al ginocchio. Se ci sono rimasta male? No. Anche le Barbie invecchiano, e per fortuna.

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