Mariella Mehr, storia di una rivalsa.

Oggi presentiamo una poeta, particolare, inassimilabile.

La presentiamo perché è ancora ben viva, una presenza a noi contemporanea, una storia inaudita come le tante storie attuali che ci hanno nascosto.

Mariella Mehr, come tanti altri figli del “popolo errante”, è stata vittima della persecuzione del suo popolo in Svizzera (il famigerato programma “Kinder der Landstrasse”, del quale poco o niente si sapeva fino a una ventina di anni fa): tolta alla madre nella primissima infanzia, passata per famiglie affidatarie, orfanotrofi e istituti psichiatrici, è stata soggetta a violenze di ogni genere, compreso l’elettroshock, e, come già successo a sua madre, a diciotto anni l’hanno sterilizzata e le hanno tolto il figlio.

Ma lei parla, scrive, vive. Ci dicono che Mariella Mehr, dopo un lungo esilio toscano, è tornata a vivere in Svizzera:

Wir stehen getrennt zur Welt,
jeder an seine Stunde gekettet,
unsere Hünde berühren ein Gestern,
zum wievielten Mal und ohne Folge?

Nebel verh¸llt das entuferte Dort
Nebel legt sich auf meine Schulter,
wird schwerer, schwerer, wird zu Gestein.

Nur ein einziges erlauschtes Wort
mˆcht ich heraushaun und halten,
es bliebe eine klaffende Wunde zur¸ck,
mir zum Trost, ein Weg in den Morgen.

Reichte Hoffnung? Dann hofft mit mir,
alle ihr Untergehenden.Hoffe du auch,
mein Herz,
ein letztes Mal.

27.01.05

Stiamo separati di fronte al mondo
ognuno incatenato alla sua ora
le nostre mani toccano un ieri
quante volte e senza conseguenze?

Nebbia avvolge quel laggiù privo di sponde
nebbia si appoggia sulla mia spalla
diventa pesante, più pesante, diventa pietra.

C’è una sola parola captata origliando
che voglio cavare fuori e conservare
perché resti indietro una ferita aperta,
a mia consolazione, una via nel domani

Bastava la speranza? Allora sperate con me
tutti voi soccombenti.
Spera anche tu
mio cuore
un’ultima volta.

BIOGRAFIA : http://it.wikipedia.org/wiki/Mariella_Mehr

Nach der Tarnkappe
hat sich Geist im brackigen Sodom
gesammelt.

Nichts mildert das abgesonderte
Licht zwischen
Gedanken und Tod,
ein Teil meiner selbst
hat sich zum Lebewesen
in Schlick bekannt
und wartet geduldig.

Die Tarnkappe indes
schützt meinen Schmerz,
ohne den kein Leben wäre.

Lübeck 4.10.04
Korr. Jan. 05

Verso la cappa magica
si è raccolto dello spirito
nella putrida Sodoma.

Niente mitiga la luce
isolata tra
i pensieri e la morte
una parte di me stessa
si dichiara un vegetale
nel fango
e aspetta paziente.

La cappa magica nel frattempo
protegge il mio dolore
senza il quale non ci sarebbe vita.

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