Fate cambio – Let’s switch

FATE SCAMBIO

by Louise Bonheur

Let’s switch è uno spettacolo intelligente che intreccia ironia e dramma per raccontare gli stereotipi di genere, svoltandoli come calzini lisi fino a mostrarne il ridicolo.

Gio si trova in Cina per un viaggio d’affari. Durante la sua assenza, Gabri vince un bando per partecipare ad un importante workshop di tre mesi a New York.  Quando Giò ritorna Gabri dà la notizia, ma non riceve però la reazione sperata: Gio non è d’accordo che Gabri si allontani per un periodo così lungo dalla famiglia, in particolare dai figli.
Gabri cerca allora il sostegno di Robi, che a sua volta ha un grande problema da risolvere: un’ingiustificata gelosia da parte di Cri, che sta logorando il loro rapporto.

Sembra quasi il canovaccio della solita commedia brillante all’americana e, dopo aver letto il foglio di sala, si attende l’apertura del sipario prefigurandosi sulla scena una simil-Giulia Roberts ed una simil-Cameron Diaz alle prese con una serie di situazioni tragicomiche nelle quali ognuna lotterà per difendere la propria libertà e conquistare nuovi spazi, salvo poi scoprire che il nuovo non è tanto più confortevole del vecchio.

E invece no.
Le aspettative degli spettatori e delle spettatrici si ritroveranno su una giostra e le prospettive attese dovranno fare i conti con una serie di inversioni a U in un mondo capovolto sulla scena.

Chi è Giò? Chi è Cri? Chi (e come) sono Gabri e Robi?

In sala si ride, ma è una risata amara che denuda e denuncia la nostra abitudine a pensare e relazioni tra uomini e donne come rapporti di potere, in modo univoco e sbilanciato.

L’uso dell’analogia e del paradosso sono gli strumenti più potenti che abbiamo a disposizione per smascherare  e mettere a fuoco la morsa sottile degli stereotipi di genere.

Spiazza e scardina, per questo lo considero non solo un lavoro piacevole e interessante, ma anche uno strumento utile per pensare (e forse anche per cambiare).

Let’s switch  è uno spettacolo scritto da  Cinzia Scotton e Poyraz Turkay (che ha curato anche la regia). Lo spettacolo èstato realizzato dalla Compagnia EstroTeatro con il sostegno dell’Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia Autonoma di Trento e è andato in scena al Teatro Portland di Trento.

cè uno spettacolo intelligente che intreccia ironia e dramma per raccontare gli stereotipi di genere, svoltandoli come calzini lisi fino a mostrarne il ridicolo.

Gio si trova in Cina per un viaggio d’affari. Durante la sua assenza, Gabri vince un bando per partecipare ad un importante workshop di tre mesi a New York.  Quando Giò ritorna Gabri dà la notizia, ma non riceve però la reazione sperata: Gio non è d’accordo che Gabri si allontani per un periodo così lungo dalla famiglia, in particolare dai figli.
Gabri cerca allora il sostegno di Robi, che a sua volta ha un grande problema da risolvere: un’ingiustificata gelosia da parte di Cri, che sta logorando il loro rapporto.

Sembra quasi il canovaccio della solita commedia brillante all’americana e, dopo aver letto il foglio di sala, si attende l’apertura del sipario prefigurandosi sulla scena una simil-Giulia Roberts ed una simil-Cameron Diaz alle prese con una serie di situazioni tragicomiche nelle quali ognuna lotterà per difendere la propria libertà e conquistare nuovi spazi, salvo poi scoprire che il nuovo non è tanto più confortevole del vecchio.

E invece no.
Le aspettative degli spettatori e delle spettatrici si ritroveranno su una giostra e le prospettive attese dovranno fare i conti con una serie di inversioni a U in un mondo capovolto sulla scena.

Chi è Giò? Chi è Cri? Chi (e come) sono Gabri e Robi?

In sala si ride, ma è una risata amara che denuda e denuncia la nostra abitudine a pensare e relazioni tra uomini e donne come rapporti di potere, in modo univoco e sbilanciato.

L’uso dell’analogia e del paradosso sono gli strumenti più potenti che abbiamo a disposizione per smascherare  e mettere a fuoco la morsa sottile degli stereotipi di genere.

Spiazza e scardina, per questo lo considero non solo un lavoro piacevole e interessante, ma anche uno strumento utile per pensare (e forse anche per cambiare).

Let’s switch  è uno spettacolo scritto da  Cinzia Scotton e Poyraz Turkay (che ha curato anche la regia). Lo spettacolo è stato realizzato dalla Compagnia EstroTeatro con il sostegno dell’Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia Autonoma di Trento ed è andato in scena al Teatro Portland di Trento.